ROBOT
NOME: Getter Dragon
ALTEZZA: 188 mm
MATERIALI: Metallo – Plastica
PESO: 333 grammi
TRASFORMABILE: No
COMPONIBILE: No
ARTICOLAZIONI: Miste
FINITURA: Lucida
ACCESSORI
MATERIALI: Plastica – Metallo
BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: Si
PORTA ACCESSORI: No
LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si
DESCRIZIONE
Dopo diverse uscite dedicate agli EVA, è finalmente arrivato il momento di vedere qualcosa di diverso nella collezione Soul of Chogokin. Questa volta Bandai punta su uno dei super robot più amati dagli appassionati del genere, il Getter Dragon, proponendo una nuova interpretazione che si distingue nettamente dal vecchio GX-06.
A differenza dello storico set che includeva tutti e tre i Getter, questa release è interamente dedicata al Getter Dragon. Una scelta che permette di concentrarsi esclusivamente sul protagonista della linea evolutiva di Getter Robo, con un modello ricco di dettagli, metallo e soluzioni tecniche decisamente interessanti.
Una volta aperta la confezione, il robot si presenta smontato in alcune parti, proprio come accadeva con il GX-06. L’assemblaggio richiede davvero pochissimo tempo e, una volta completato, ci si trova davanti a un modello estremamente solido, pesante e stabile. La presenza massiccia del metallo si percepisce immediatamente e contribuisce a restituire una sensazione di qualità davvero appagante.
Dal punto di vista estetico il Getter Dragon convince fin da subito. Le proporzioni generali sono riuscite e l’impatto visivo è notevole, anche se qualche collezionista potrebbe storcere il naso per due dettagli specifici. Le gambe e le cosce appaiono leggermente più sottili rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare e una maggiore circonferenza avrebbe probabilmente reso la figura ancora più imponente. Anche la tonalità dell’azzurro metallizzato potrebbe dividere gli appassionati, risultando forse un po’ troppo chiara rispetto alle rappresentazioni più classiche del personaggio.
La testa rappresenta uno dei punti di forza del modello. Bandai ha incluso due versioni differenti: una dedicata alla fase di trasformazione e una definitiva. Entrambe si collegano al collo tramite un efficace snodo sferico che garantisce una mobilità eccellente. A completare il sistema troviamo un’ulteriore articolazione alla base del collo che permette di aumentare notevolmente l’escursione dei movimenti. Rispetto al vecchio Getter 1 del GX-06 il salto qualitativo è evidente sia dal punto di vista funzionale sia da quello estetico.
Anche il busto è stato progettato con particolare attenzione. La struttura è divisa in due sezioni principali, torace e bacino, collegate tramite un sofisticato sistema a molla che svolge sia la funzione di bloccaggio sia quella di articolazione. Questo permette al busto di ruotare efficacemente, aumentando la possibilità di creare pose dinamiche. Nella parte posteriore trovano posto gli attacchi dei coprispalla, anch’essi completamente mobili grazie a piccoli snodi sferici.
Le spalle offrono un’eccellente gamma di movimenti grazie a un sistema che combina articolazioni a scatto e a resistenza. L’estensione e la flessione delle braccia risultano molto soddisfacenti, mentre l’apertura laterale garantisce una buona libertà di posa. I gomiti utilizzano una soluzione interessante che sfrutta magneti per collegare parte dell’articolazione al bicipite, consentendo movimenti fluidi e stabili. Un dettaglio particolarmente piacevole è la possibilità di far ruotare le iconiche lame circolari degli avambracci.
Le mani intercambiabili si montano facilmente e permettono di personalizzare l’esposizione senza difficoltà. Il sistema di aggancio risulta semplice ma efficace e garantisce una buona tenuta durante le pose più dinamiche.
Gli arti inferiori si comportano molto bene sul piano della mobilità. Le articolazioni dell’anca consentono ampie aperture laterali e ottime escursioni frontali, mentre le ginocchia a scatto offrono stabilità e precisione. Interessante anche la possibilità di ruotare le gambe sul proprio asse. Una delle chicche più riuscite è rappresentata dagli alettoni di volo a scomparsa nascosti nei polpacci. Il meccanismo di apertura è ingegnoso e scenografico: basta estendere completamente il piede per attivare automaticamente il sistema.
Le caviglie utilizzano snodi sferici che permettono ai piedi di adattarsi facilmente alle diverse pose, garantendo stabilità e un eccellente contatto con la superficie di appoggio.
Per quanto riguarda gli accessori, troviamo una dotazione realizzata quasi interamente in plastica, con la sola eccezione della Getter Machine. La qualità generale è elevata e perfettamente in linea con il resto del prodotto.
La verniciatura rappresenta uno degli aspetti meglio riusciti del modello. La finitura lucida valorizza le linee del Getter Dragon e l’applicazione dei colori risulta estremamente precisa. L’azzurro metallizzato, pur essendo forse leggermente troppo chiaro, è ben realizzato e si integra armoniosamente con le altre tonalità pastello utilizzate. Lo standard qualitativo Bandai è ancora una volta confermato.
Nel complesso ci troviamo di fronte a una delle migliori interpretazioni del Getter Dragon mai realizzate nella linea Soul of Chogokin. La quantità di metallo impiegata, l’eccellente stabilità, le articolazioni ben progettate e la cura generale del prodotto lo rendono un pezzo di grande valore per qualsiasi collezionista. Le gambe leggermente sottodimensionate rappresentano probabilmente l’unico vero difetto di un modello che, per il resto, riesce a coniugare estetica, posabilità e qualità costruttiva in maniera eccellente.
Per gli appassionati di Getter Robo è un acquisto praticamente obbligato; per tutti gli altri è una splendida occasione per riscoprire uno dei super robot più iconici della storia dell’animazione giapponese.











