ROBOT
NOME: Getter Liger
ALTEZZA: 187 mm
MATERIALI: Metallo – Plastica
PESO: 273 grammi
TRASFORMABILE: No
COMPONIBILE: No
ARTICOLAZIONI: Miste
FINITURA: Lucida
ACCESSORI
MATERIALI: Metallo – Plastica
BASETTA ESPOSITIVA PORTA ACCESSORI: Si
PORTA ACCESSORI: No
LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si
DESCRIZIONE
Dopo l’eccellente GX-18 Getter Dragon, l’arrivo del GX-19 Getter Liger era praticamente obbligatorio per tutti gli appassionati della linea Soul of Chogokin. Una volta estratto dalla confezione, assemblato e posizionato accanto al Dragon, la prima impressione è estremamente positiva: Bandai ha rispettato perfettamente le proporzioni e le scale tra i due modelli, proprio come avveniva con il celebre GX-06 Getter Robo.
Dal punto di vista estetico il Getter Liger appare straordinariamente fedele alla controparte animata. Le proporzioni risultano equilibrate e ben studiate, al punto che difficilmente si sentirebbe la necessità di modificare qualche elemento del design. L’unico aspetto che continua a lasciare qualche perplessità è la tonalità dell’azzurro utilizzata, già vista sul Getter Dragon e, probabilmente, più chiara rispetto a quella che molti appassionati ricordano dalla serie animata.
Rispetto al Getter 2 incluso nel GX-06, questo GX-19 risulta leggermente meno stabile, mentre la mobilità generale rimane su livelli molto elevati, consentendo numerose pose dinamiche senza particolari difficoltà.
Come da tradizione per questa serie, all’interno della confezione è presente anche la relativa Getter Machine, un accessorio sempre gradito che contribuisce ad arricchire l’esperienza collezionistica.
Testa
La testa viene installata tramite un sistema a pressione su perno con snodo sferico. La soluzione garantisce una buona libertà di movimento e permette di orientare il volto in diverse direzioni, mantenendo al contempo un aggancio stabile e sicuro.
Busto
La struttura del busto riprende integralmente le soluzioni tecniche già viste sul GX-18 Getter Dragon.
Il corpo è composto da due sezioni principali: torace/addome e bacino. Le due parti possono essere unite o separate grazie al collaudato sistema a ghigliottina interna già utilizzato nei GX-06 e GX-18.
Oltre a consentire la trasformazione e lo smontaggio del modello, questo meccanismo svolge anche la funzione di articolazione, permettendo all’addome di ruotare verso destra e sinistra sul proprio asse.
Le iconiche ali posteriori vengono fissate alla schiena tramite due robusti incastri che garantiscono un’ottima tenuta e contribuiscono alla notevole presenza scenica del robot.
Spalle e braccia
Le spalle possono essere facilmente rimosse e reinstallate grazie a un sistema a pressione. La mobilità è affidata a due articolazioni distinte: una a scatti dedicata ai movimenti principali del braccio, come flessione, estensione e rotazione, e una a resistenza che permette l’abduzione e l’adduzione laterale.
Anche il gomito utilizza uno snodo a resistenza che offre una buona fluidità nei movimenti e una tenuta adeguata delle pose.
L’unica vera nota negativa riguarda la caratteristica trivella montata sul braccio destro. Contrariamente a quanto molti collezionisti avrebbero desiderato, essa non è in grado di ruotare su se stessa e rimane completamente fissa. Un dettaglio che, considerando l’attenzione generale del progetto, rappresenta probabilmente l’occasione mancata più evidente dell’intero modello.
Arti inferiori
Le anche dispongono di articolazioni dedicate che consentono movimenti in avanti, indietro e lateralmente, garantendo una buona libertà di posa.
Le ginocchia utilizzano un sistema articolato a scatti che assicura stabilità e precisione nei movimenti. Non è invece possibile ruotare le gambe lungo il proprio asse verticale, una limitazione che riduce leggermente le possibilità espositive.
Le caviglie sono dotate di articolazioni sferiche che permettono diversi movimenti correttivi, anche se l’escursione complessiva rimane piuttosto contenuta rispetto ad altri modelli della stessa linea.
Verniciatura
La verniciatura presenta una piacevole finitura lucida che valorizza le superfici del robot e ne esalta l’aspetto meccanico.
I dettagli risultano molto curati e lo strato di vernice appare uniforme, resistente e ben applicato. Rimane tuttavia la già citata perplessità riguardo alla tonalità del celeste, identica a quella utilizzata sul Getter Dragon e probabilmente troppo chiara rispetto ai riferimenti animati.
Al di là di questo aspetto, il livello qualitativo generale resta decisamente elevato.
Accessori
Gli accessori inclusi sono realizzati in plastica di ottima qualità e presentano una lavorazione accurata. Le finiture sono convincenti e il materiale utilizzato trasmette una sensazione di robustezza e durata nel tempo.
Considerazioni finali
Il GX-19 Getter Liger si inserisce perfettamente nel percorso qualitativo inaugurato dal Getter Dragon. Materiali eccellenti, abbondante utilizzo di metallo, ottime finiture e una mobilità più che soddisfacente confermano ancora una volta la qualità della linea Soul of Chogokin.
L’unico limite realmente percepibile riguarda la stabilità generale, inevitabilmente condizionata dalla particolare conformazione degli arti inferiori. Si tratta comunque di un difetto marginale che non compromette il piacere di esposizione.
Nel complesso, il GX-19 rappresenta una delle migliori interpretazioni del Getter Liger mai realizzate. Ancora oggi è difficile immaginare un modello capace di superarlo sotto il profilo dell’equilibrio tra fedeltà estetica, qualità costruttiva e presenza scenica. Un pezzo imprescindibile per chiunque desideri completare il leggendario trio del Getter G.







