Recensione Taekwon V – Trio Set di P001

BySimonPPC

17/03/2026

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Simone Battaglioni (SimonPPC) Video, Foto e Recensione

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Supporto tecnico: Actarus77 – Alfredo
Supporto tecnico: Gettermachine – Fulvio

Introduzione:

Ci sono quelle produzioni che sono attessisime dagli appassionati di collezionismo robotico, poi ci sono quelle uscite che invece possono interessare poco il mercato Europeo, ma che indubbiamente diventano dei punti di riferimento in questo ambiente.
Il Trio Set dei Taekwon V è uno di questi.
Prodotto dalla Prototype 001 (P001) che ha come direttore tecnico il Maestro Kim Typhoon è una nuova azienda nata dopo che lui ha deciso di mettersi in proprio uscendo dalla 5Pro Studio.
Come ulteriore informazione una collaborazione tecnica e artistica è nata con l’azienda CCS da cui questo scambio di idee porta al miglioramento dei prodotti in entrambi i sensi.
Il primo di questi che salta all’occhio è la scatola esterna in cartone marrone che racchiude il tris finemente decorata con i disegni dei tre robot rappresentati in arte lineare che ne esalta i contorni in modo artistico.
Il trio è composto dai seguenti Robot: il Taekwon V del 1976, il Super Taekwon del 1982 e il Taekwon V del 1984.


Parliamo nel dettaglio delle produzioni cinematografiche da cui hanno preso vita questi Robot.

Robot Taekwon V (1976)

Il primo lungometraggio Robot Taekwon V (로보트 태권 V), distribuito nei cinema il 24 luglio 1976, rappresenta una pietra miliare assoluta per l’animazione sudcoreana.
Diretto da Kim Cheong-gi, il film non è solo un classico del genere “mecha”, ma un simbolo culturale che ha definito l’identità dei cartoni animati coreani in un’epoca dominata dalle produzioni giapponesi.

La storia segue le gesta di Kim Hoon, un giovane campione di Taekwondo.
Suo padre, il Dr. Kim, costruisce un robot gigante per difendere il mondo dalle forze del male guidate dal malvagio Dr. Kaff.

L’elemento distintivo che separa Taekwon V da altri robot (come Mazinga Z) è il sistema di controllo: il robot non viene pilotato tramite leve, ma replica fedelmente i movimenti di arti marziali eseguiti da Kim Hoon attraverso una connessione neurale e fisica.

La navicella utilizzata per pilotare il Robot Taekwon V si chiama Jebi-ho (제비호).

Ecco alcuni dettagli principali su questo iconico veicolo:

  • Significato: In coreano, il nome si traduce letteralmente in “Rondine”.

  • Equipaggio: Si tratta di un mezzo biposto, pilotato dai due protagonisti della serie, Kim Hoon e Yoon Young-hee.

  • Meccanica di aggancio: In modo molto simile all’Hover Pilder (l’Aliante Slittante) di Mazinga Z, la Jebi-ho vola e si incastra sulla sommità della testa del Taekwon V. Una volta ancorata, la cabina di pilotaggio scende all’interno del torace del robot per permetterne il controllo tramite i veri movimenti di Taekwon-Do eseguiti da Hoon.

I personaggi principali sono:

  • Robot Taekwon V: Il robot gigante, pilotato dal protagonista, che combatte il male utilizzando le mosse del Taekwondo.
  • Kim Hoon: È l’eroe principale, un campione di Taekwondo e il pilota del Robot Taekwon V. Il robot gli viene affidato dal padre dopo la sua morte.
  • Dottor Kim: È il padre di Kim Hoon, un famoso scienziato che progetta e costruisce il Robot Taekwon V per proteggere il mondo.
  • Yoon Young-hee: L’amica d’infanzia e, in alcune interpretazioni, la fidanzata di Kim Hoon. Lo assiste nelle sue avventure.
  • Kim Cheol: Il fratello minore di Kim Hoon (il pilota del Taekwon V).
    Si è auto-proclamato “Tin-Can Robot Cheol” (Robottino Lattina Cheol) e indossa sulla testa una teiera con dei fori per gli occhi, nel tentativo di emulare il fratello maggiore e i robot.
    È il classico “spalla” giovane e entusiasta che fornisce un po’ di “alleggerimento comico” nel film.

Come antagonisti principali vi sono:

  • Dottor Kaff: Un ex collaboratore del Dottor Kim che, deriso in passato per il suo aspetto, diventa un malvagio scienziato.
    Fonda l’Impero Rosso e cerca di conquistare il mondo con i suoi robot.
  • Mary: Un androide (o una sorta di “figlia robot”) creata dal Dottor Kaff, inizialmente inviata a spiare il Dottor Kim e a rubare i progetti di Taekwon V, ma che sviluppa un conflitto interiore.

Caratteristiche principali:

  • Stile di combattimento: Il robot utilizza calci rotanti, parate e colpi di mano tipici del Taekwondo, rendendo i combattimenti unici e molto dinamici.

  • Design: Sebbene l’estetica ricordi i lavori di Go Nagai, il design di Taekwon V incorpora elementi che richiamano la cultura coreana e la struttura fisica di un lottatore di arti marziali.

  • Tematiche: Il film esplora il dualismo tra tecnologia e spirito umano, sottolineando come la forza fisica del robot sia inutile senza la disciplina mentale del pilota.

Nonostante l’enorme successo e l’affetto del pubblico coreano, il film è spesso oggetto di discussione per le somiglianze con i mecha giapponesi dell’epoca. Tuttavia, negli anni, Taekwon V è stato ufficialmente riconosciuto come un’opera che ha permesso all’industria dell’animazione coreana di nascere e prosperare.

  • Restauro: Nel 2003, dopo che le pellicole originali erano state considerate perdute, è stato effettuato un restauro digitale completo che ha riportato il film nei cinema coreani nel 2007.

  • Eredità: Il robot ha una statua dedicata a Seul ed è considerato il primo vero supereroe robotico della Corea del Sud.

Scheda Tecnica: Taekwon V (1976)

Caratteristica Dettaglio
Titolo Originale Taekwon V (로보트 태권 V)
Regista Kim Cheong-gi
Data di Uscita 24 luglio 1976
Paese di Produzione Corea del Sud
Genere Mecha / Fantascienza / Azione
Tecnica Animazione 2D (Cell shading tradizionale)

Seguiti:

Robot Taekwon V ha ispirato numerosi seguiti tra film e fumetti.
Tra i film sono inclusi i seguenti titoli:

Titolo Inglese Titolo Coreano Data di Uscita
Robot Taekwon V: Space Mission 로보트 태권V 우주작전 13 Dicembre 1976
Robot Taekwon V: Underwater Rangers 로보트 태권V 수중특공대 20 Luglio 1977
Robot Taekwon V vs. Golden Wings Showdown 로보트 태권V 대 황금날개의 대결 26 Luglio 1978
Fly! Spaceship Geobukseon 날아라! 우주전함 거북선 26 Luglio 1979
Super Taekwon V 슈퍼 태권V 30 Luglio 1982
84 Taekwon V 84 태권V 03 Agosto 1984
Robot Taekwon V 90 로보트 태권V 90 28 Luglio 1990

Super Taekwon V (1982)

Super Taekwon V (슈퍼 태권 V), uscito nel 1982, rappresenta un’evoluzione significativa nella saga del celebre robot coreano, segnando il passaggio a una nuova generazione di design e meccaniche di combattimento, pur mantenendo la regia storica di Kim Cheong-gi.

Ecco i dettagli principali del lungometraggio:

Il Nuovo Design e le Ispirazioni

A differenza del modello originale del 1976, il robot di questo film presenta un’estetica profondamente rinnovata. Il design di Super Taekwon V è caratterizzato da linee più squadrate e imponenti, con una predominanza dei colori rosso, bianco e blu (che richiamano la bandiera coreana).

  • Controversie estetiche: Gli appassionati di mecha notano spesso che il design di questa versione del 1982 presenta forti somiglianze visive con il Xabungle (dall’anime giapponese Combat Mecha Xabungle), una pratica comune nell’industria dell’animazione coreana dell’epoca per capitalizzare sui trend internazionali.

Trama e Innovazioni Tecniche

La storia vede il ritorno di Kim Hoon, il pilota originale, che deve affrontare una nuova e più potente minaccia aliena.
Il punto di svolta narrativo è la distruzione o l’obsolescenza del vecchio robot, che porta alla creazione del Super Taekwon V.

  • Potenziamenti: Oltre alla consueta agilità nelle arti marziali, questa versione è dotata di armamenti pesanti e una corazza molto più resistente.

  • Integrazione neurale: Viene enfatizzato ulteriormente il legame tra la mente del pilota e i movimenti del robot, rendendo le coreografie dei combattimenti ancora più complesse rispetto al primo film.

Atmosfera e Produzione

Il film del 1982 riflette il progresso tecnico degli studi di animazione coreani dei primi anni ’80

  • Qualità visiva: Le animazioni sono più fluide e gli sfondi più dettagliati rispetto alla produzione del ’76.

  • Colonna sonora: Mantiene i temi eroici classici, ma con sonorità più elettroniche tipiche del decennio.

Importanza Storica

Super Taekwon V è fondamentale perché ha dimostrato la longevità del franchise. Nonostante le critiche postume sulla somiglianza con i modelli giapponesi, per i bambini coreani degli anni ’80 questo film rappresentò il culmine dell’eroismo nazionale, consolidando Taekwon V come un’icona culturale indistruttibile.

Oggi il film è ricordato come un capitolo di “transizione” verso modelli ancora più complessi e trasformabili che sarebbero arrivati negli anni successivi.

Scheda Tecnica: Super Taekwon V (1982)

Caratteristica Dettaglio
Titolo Originale Super Taekwon V (슈퍼 태권 V)
Regista Kim Cheong-gi
Data di Uscita 30 luglio 1982
Paese di Produzione Corea del Sud
Genere Mecha / Fantascienza / Azione
Tecnica Animazione 2D (Cell shading tradizionale)

Taekwon V (1984)

84 Taekwon V (84 태권브이) (conosciuto anche come 84 Taekwon-V o Robot Taekwon V: ’84) è un tassello fondamentale e curioso della storia dell’animazione sudcoreana.
Uscito nel 1984, fa parte della celebre saga di Robot Taekwon V, creata dal regista Kim Cheong-gi.

Ecco i punti chiave per inquadrare l’opera:

La Trama e l’Evoluzione del Robot

In questo capitolo, il leggendario robot gigante Taekwon V subisce un radicale restyling. La storia segue le avventure del pilota Kim Hoon, che deve affrontare una nuova minaccia aliena. Il design del robot in questa versione è noto per essersi allontanato dalle linee classiche degli anni ’70 per abbracciare un’estetica più squadrata e “tecnologica”, tipica degli anni ’80.

La Controversia del Design

È impossibile parlare di 84 Taekwon V senza menzionare la somiglianza con i mecha giapponesi. Mentre il primo Taekwon V del 1976 era visivamente ispirato a Mazinga Z, il modello dell’84 presenta forti analogie estetiche con il RX-178 Gundam Mk-II (da Mobile Suit Zeta Gundam).

  • Nota bene: All’epoca, l’industria coreana dell’animazione era solita prendere “ispirazione” dai successi giapponesi, un fenomeno che oggi definiremmo plagio, ma che allora era una pratica comune per la sopravvivenza commerciale degli studi locali.

Caratteristiche Distintive

  • Arti Marziali: A differenza di molti robot giapponesi che usano principalmente armi da fuoco o spade, Taekwon V combatte utilizzando mosse di Taekwondo. I movimenti del robot sono sincronizzati con quelli del pilota attraverso un sistema di controllo neurale/fisico.

  • Valore Culturale: Nonostante le critiche sul design, in Corea del Sud il franchise è un simbolo di orgoglio nazionale. Taekwon V è considerato il “protettore del paese” e il primo super robot coreano.

Perché è importante oggi?

Il film rappresenta il picco dell’industria coreana prima della crisi degli anni ’90. È un’opera che mescola l’ingenuità delle trame spaziali con una tecnica di animazione che, per gli standard coreani del tempo, era molto ambiziosa.

Scheda Tecnica: ’84 Taekwon V (1984)

Caratteristica Dettaglio
Titolo Originale ’84 Taekwon V (84 태권브이)
Regista Kim Cheong-gi
Data di Uscita 03 Agosto 1984
Paese di Produzione Corea del Sud
Genere Mecha / Fantascienza / Azione
Tecnica Animazione 2D (Cell shading tradizionale)

Inziamo quindi a parlare dei modelli prodotti dalla P001.

Le aspettative sono alte, saranno state ripagate oppure ci sarà stato qualche problema?
Andiamo a scoprirlo insieme.
Dopo un ritardo di distribuzione dovuto a alcuni esemplari con leggeri difetti, la produzione ha effettuato un secondo controllo qualità per eliminare qualsiasi problema che potesse sorgere al cliente finale.
Questo Set è stato prodotto in 1000 esemplari non numerati con una conseguente tiratura limitata.

Il set vi arriverà, come già descritto, in una scatola di cartone marrone al cui interno sono presenti tre scatole distinte,
il Taekwon V 76 in una scatola nera, il Super Taekwon V 82 in una scatola blu e il Taekwon V 84 in una scatola azzurra.
Tutti i robot sono contenuti in vassoi di plastica trasparente, sono dotati di basetta espositiva e sono forniti di accessori con un manuale a corredo.


Contenuto e Confezione Taekwon V (1976):

Nel dettaglio il Taekwon V (1976)

Altezza 18 Centimetri
Peso 300 Grammi

All’interno della confezione troverete una navicella che porta il nome di Jebi-ho e di una basetta dove esporla.
Le parti d’effetto per simulare il Roket Chop il classico pugno a razzo, che sembrano identiche tra ogni robot, ma cambia il perno di aggancio.
Poi vi è una basetta espositiva con targhetta metallica, un braccio metallico con snodi a cricchetto e aggancio calamitato al retro del bacino.
Al suo interno sono contenute quattro paia di mani con un paio che consente di impugnare le armi degli altri due modelli (Fucile e Spada)

Personaggio, snodi e mobilità:

Prendendo in mano per la prima volta questo Taekwon V 76 la prima cosa che colpisce è il peso, seguito dalla verniciatura oltre che al tatto dai materiali.
E’ un grande passo in avanti rispetto ai chogokin dei quali si era abituati in precedenza.
Le dimensioni non esagerate consentono di esporlo facilmente in qualsiasi vetrina e i dettagli non ne risentono minimamente.
Andiamo con ordine comunque e parliamo degli snodi.
Gli snodi di testa, collo, polsi, anche e caviglie sono a sfregamento e a sfera, le spalle ruotano completamente e lo snodo a perno contenuto nel braccio consente un ulteriore movimento.
Gli snodi di gomiti e ginocchia sono progettati in modo che al loro piegamento mostrino pezzi aggiuntivi andando quindi a mantenere l’impatto estetico del robot, senza creare inestetici buchi.
Anche il torace è dotato di snodo e permette una buona escursione e basculamento frontale e laterale, questo però causa un leggero buco antiestetico se si manda a fine corsa il pezzo, un po’ la stessa cosa che accade con il collo se si manda indietro completamente la testa.
L’addome invece ha un leggero movimento circolare per accompagnare il torace nei suoi movimenti.
Gli avambracci possono essere estratti per simulare il Roket Chop essendo inseriti a perno nel braccio.
La stabilità è davvero ottima e il modello si regge tranquillamente su una gamba sola.
Potrete divertirvi con svariate pose dinamiche, e alcune sono limitate solo dalla conformazione del robot.
I materiali come nel disegno allegato sono ottimi, sia le parti in plastica che quelle in metallo.
La verniciatura è davvero ottima e ben stesa e si nota il suo spessore al tatto.

Accessori e basetta espositiva:

Vi dicevamo degli accessori.
Il Jebi-ho con la sua basetta è davvero una chicca esposto accanto al Taekwon V.
Anche gli effetti speciali facilmente agganciabili alle braccia consentono di divertirsi con pose dinamiche d’effetto.
La basetta espositiva consente di posizionare il Taekwon V con un grande impatto estetico con la sua targhetta in metallo serigrafata, donando quella sensazione di prodotto premium.
Il braccetto in metallo ha gli snodi a cricchetto e l’aggancio calamitato molto potente che viene attratto solo nella zona retrostante del bacino.
Noi per sicurezza abbiamo messo un foglietto di plastica per evitare graffi, anche se la vernice è ottima e non dovreste avere problemi.
Peccato che nonostante il braccetto in metallo abbia gli snodi a cricchetto e l’aggancio calamitato, questo non consente pose dinamiche o per tenere il Robot in volo.
In quel caso dovreste procurarvi una basetta espositiva trasparente alternativa, che potrebbe essere utile ad esempio per tenere il robot in posa “calcio volante”.
La classica posizione a soldatino, senza sollevare le gambe, consente però una perfetta stabilità senza nessun rischio di caduta accidentale.
In questo caso almeno le braccia possono essere mosse in modo dinamico.
Al suo interno tramite la rimozione e quindi apertura della base di appoggio, posono essere collocate le mani aggiuntive.
Una cosa comoda per chi desidera ogni tanto cambiare posa al proprio modello senza impazzire a recuperare la scatola in soffitta/cantina/garage.
Come ulteriore aggiunta per precauzione hanno inserito due adesivi da mettere sotto ai piedi, per evitare graffi alla vernice e come antiscivolo.
Noi non ne abbiamo sentito il bisogno, nel manuale comunque avvertono di fare attenzione ai punti di contatto per evitare di rovinare la vernice.
Certo se trattate un modello con le dovute cautele non accade, ma se lo smanacciate come un pezzo di ferro qualsiasi eh beh che vi aspettate?
Il manuale descrive poche cose, ma in questo modello non si ha necessità di istruzioni particolari.


Contenuto e Confezione Super Taekwon V (1982):

Nel dettaglio il Super Taekwon V (1982)

Altezza 18 Centimetri
Peso 310 Grammi

All’interno della confezione troverete le parti d’effetto per simulare il Roket Chop il classico pugno a razzo, che sembrano identiche tra ogni robot, ma cambia il perno di aggancio.
Poi vi è una basetta espositiva con targhetta metallica, un braccio metallico con snodi a cricchetto e aggancio a perno al retro del bacino.
Al suo interno sono contenute quattro paia di mani con un paio che consente di impugnare il Fucile presente nella confezione o la spada contenuta nell’altro modello.
Come ulteriore pezzo aggiuntivo vi è lo zainetto dotato di ali pieghevoli che si aggancia alla schiena dal robot.
Per finire oltre al manuale vi sono le parti aggiuntive per trasformare il Super Taekwon V in modalità Jet.

Personaggio, snodi e mobilità:

Appena preso in mano questo Super Taekwon V si ha una sensasione diversa al tatto rispetto a quella che si potrebbe avere a prima vista.
In modo positivo il modello è ben pesante e facilmente manipolabile.
Come visto nello schema gli snodi sono in metallo e gli unici che hanno difficoltà di movimento sono quelli delle spalle per la loro particolare progettazione.
Quando andrete a muovere prestate attenzione alle possibili parti che potrebbero sfregare insieme.
Così come la zona del bacino possiede degli sportelli per consentire alle gambe di muoversi in avanti e in direzione laterale.
Peccato che gli sportelli sul retro siano fissi e lasciano poco spazio di movimento alle gambe per andare all’indietro.
Il busto si piega molto senza problemi e l’addome è spezzato in due per consentire movimenti circolatori, senza nessun tipo di fermo così da ruotare di 360 Gradi.
Collo, gomiti, ginocchia e caviglie hanno ottimi snodi sia a livello tecnico che estetico, non mostrando inestetismi in fase di posizionamento dinamico.
A livello di tenuta solo le caviglie in modo davvero estreme mostrano qualche segno di sbilanciamento, compesato però dalla grande pianta dei piedi.
Quindi la stabilità del modello non ne risente per nulla e ci si diverte davvero a cercare pose dinamiche da combattimento che questo mecha mostra data la sua forma corazzata.
La verniciatura è ottima con qualche leggero difetto tipico di una produzione non artigianale ed è lucida in tutte quelle parti che esaltano il metallo, ma anche dove il metallo non è presente.
Quindi non c’è differenza estetica tra le parti in plastica e quelle metalliche.
I materiali sono ottimi e non vi è anche paura di rottura maneggiando il robot.

Accessori e basetta espositiva:

Gli accessori contenuti nella confezione come descritti sono quasi uguali al precedente Taekwon V 76.
Gli effetti speciali Roket Chop si agganciano con un po’ più di difficoltà rispetto ai precedenti, forse per la forma non a perno tonda, ma con due alette laterali,
le stesse che sono presenti nei perni degli avambracci.
Il fucile si innesta facilmente nelle rispettive mani e una volta inserite nelle braccia, il calcio dello stesso segue perfettamente la forma squadrata degli avambracci.
La basetta espositiva consente di posizionare il Super Taekwon V con un grande impatto estetico con la sua targhetta in metallo serigrafata, donando quella sensazione di prodotto premium.
Come la precedente, consente di raccogliere tutte le mani al suo interno, che sono le stesse del Taekwon V anche se verniciate in modo diverso.
Il braccetto in metallo con snodi a cricchetto, questa volta è dotato di un perno che si innesta nel retro del bacino, consentendo pose dinamiche come il caratteristico calcio volante.

Modalità Jet:

Il manuale in questo caso può essere di aiuto per comprendere la trasformazione da modalità Robot a modalità Jet.
Alla P001 hanno scelto di fornire pezzi alternativi invece di progettare una trasformazione complessa e forse esteticamente non appagante.
Come suggerimento vi diciamo che alcune parti hanno sfregamenti, quindi si corre il rischio di sverniciature, se non siete appassionati di questa modalità potrete anche evitare di effettuarla.
Per prima cosa rimuovete le parti che andranno sostituite con quelle alternative e cioè lo zainetto sulla schiena, gli avambracci e le gambe.
Prendete la prua del Jet e innestatela con gli agganci che andranno a combaciare nello spazio tra le spalle facendo attenzione che la testa sia perfettamente dritta.
Ecco in questo passaggio qui lo sfregamento di aggancio potrebbe rovinare la parte alta del torso.
Sarebbe stato meglio rimuovere la testa e realizzare un aggancio nello snodo che rimaneva per evitare qualsiasi sfregamento non necessario.
Il passo successivo consiste nell’innestare gli avambracci fissi seguendo la forma del perno di aggancio, il verso è obbligato e quindi non c’è da controllare se è girato nel modo giusto.
Inserite le gambe all’interno delle gambe unite alternative, agganciate lo zainetto alternativo con ali richiuse fisse e per finire rimuovete le ruote laterali del bacino, ruotandole di 90 gradi e riagganciatela in modo che la carrozzeria blu sia rivolta verso l’alto del veicolo così trasformato.
Esteticamente il risultato è davvero bello e invece di avere meccanismi a scomparsa, queste parti opzionali sono perfette.
L’unica cosa che risulta un po’ difficile è la loro rimozione successiva che in particolare nelle gambe è stata più difficoltosa.
La basetta espositiva permette di tenere il Jet in posizione di volo, peccato che non abbiano fornito anche un braccetto più corto,
per fare in modo che fosse posizionato al centro della basetta stessa.
La basetta espositiva è leggera e fate attenzione nelle pose dinamiche volanti, altrimenti corrette il rischio che si possa ribaltare, oltre al fatto che gli snodi a cricchetto in alcune posizione non reggono e si piegano verso il basso.


Contenuto e Confezione ’84 Taekwon V (1982):

Nel dettaglio il ’84 Taekwon V (1984)

Altezza 18 Centimetri
Peso 305 Grammi

 

All’interno della confezione troverete le parti d’effetto per simulare il Roket Chop il classico pugno a razzo, che sembrano identiche tra ogni robot, ma cambia il perno di aggancio.
Poi vi è una basetta espositiva con targhetta metallica, un braccio metallico con snodi a cricchetto e aggancio a perno al retro del bacino.
Al suo interno sono contenute quattro paia di mani con un paio che consente di impugnare la Spada presente nella confezione o il Fucile contenuto nell’altro modello.
Come ulteriore pezzo aggiuntivo vi è lo zainetto che si aggancia alla schiena dal robot.
Per finire vi è il manuale.

Personaggio, snodi e mobilità:

Appena preso in mano questo ’84 Taekwon V si ha al tatto la sensasione diversa rispetto a quella che si potrebbe avere a prima vista.
In modo positivo il modello è ben pesante e facilmente manipolabile.
Come visto nello schema gli snodi sono in metallo.
Quando andrete a muovere prestate attenzione alle possibili parti che potrebbero sfregare insieme.

Purtroppo a noi è capitato nella zona delle spalle uno sfregamento che ha tolto la vernice nel bordino come in queste fotografie,
per tamponare abbiamo aperto il torace e invertito il pezzetto della spalla tra destra e sinistra in modo da nascondere dietro la parte sverniciata.
Molto probabilmente la parte metallica nel torace non è stata levigata adeguatamente prima della verniciatura.

I movimenti del robot non si discostano molto dal Super Taekwon V e l’unico punto dove fare attenzione per non farsi male è la lama dietro alle gambe.
I materiali e la stabilità sono ottimi. La verniciatura è ancora di alto livello a parte questo difetto di progettazione che ne ha causato la graffiatura su una parte comunque in plastica.
Un altro inconveniente accaduto riguarda il bordino retrostante del ginocchio,
durante il movimento di chiusura della gamba viene sottoposto a sollecitazione e questo ne ha causato lo scollamento come in foto.
Basta rimettere in sede e ritorna funzionale, non abbiamo aggiunto colla, ma pensiamo che basta un goccio e si risolve il problema.

Come dicevamo i movimenti sono facili da realizzare e ci si diverte anche in pose dinamiche particolari.

Accessori e basetta espositiva:

Il manuale descrive poche cose, ma in questo modello non si ha necessità di istruzioni particolari.
L’effetto speciale del Roket Chop è uguale agli altri due modelli e l’aggancio è simile a quello del Super Taekwon V.
Le mani si sostituiscono facilmente e impugnare la spada è altrettanto semplice.
La basetta espositiva è ancora la stessa di tutti e tre come pure l’aggancio è lo stesso del Super Taekwon V, consentendo quindi pose dimaniche in volo.


Conclusione e Votazione:

Siamo arrivati alla fine di questo approfondimento dei modelli.
Quindi per rispondere alla domanda se questo tris set dei Taekwon V ha soddisfatto le aspettative, possiamo rispondere in parte si.
I modelli sono della dimensione giusta per entrare in qualsiasi collezione, senza essere troppo grandi, ma nemmeno troppo piccoli da stonare accanto ai classici di altre aziende.
I tre robot sono abbastanza simili tra di loro e questo ha permesso alla P001 di riutilizzare gli stampi di determinate parti come le mani, scegliendo poi di realizzare tre identiche basette espositive.
Proprio queste basette sono state molto gradite, dato che ne esaltano in vetrina il nome del soggetto oltre alla sua estetica.
Certo ci si aspettava un pizzico di qualità in più considerando l’impegno e la cura profusa oltre alla quantità limitata.
Cosa è mancato quindi per non arrivare a un voto altissimo?
Nel Taekwon V si è sentita la mancanza di una miniatura del fratellino oltre all’impossibiltà di poter esporre il robot in pose dinamiche in volo.
Nel Super Taekwon V la progettazione dell’aggancio della prua doveva essere fatto meglio, come pure aggiungere un braccetto metallico più corto.
Nel ’84 Taekwon V come menzionato è quello che ha sofferto più di tutti un difetto di progettazione e quindi tende ad abbassare il voto.
Per finire i braccetti metallici hanno snodi troppo deboli per reggere con sicurezza pose dinamiche in volo.
In conclusione questa produzione è un punto di riferimento perchè la qualità è davvero altissima, nei materiali e nella verniciatura, però pecca forse di gioventù essendo nata da poco.


Comparazione con altri modelli