Recensione Soul of chogokin GX-23 Zambot 3

Bykengiu

26/01/2026

Recensione Soul of Chogokin GX-23 Zambot III – Bandai.

ROBOT

  • Nome: Zambot III
  • Altezza: 256 mm
  • Materiali: Metallo – Plastica
  • Peso: 767 grammi
  • Trasformabile: No
  • Componibile: Sì
  • Articolazioni: Miste
  • Finitura: Lucida

Il GX-23 Zambot III si presenta come un pezzo imponente e maestoso della linea Soul of Chogokin. La combinazione di metallo e plastica gli conferisce peso, solidità e un senso di qualità premium, già percepibile appena si apre la scatola. Nonostante la complessità dei veicoli che lo compongono, il robot finito è stabile e scenografico, perfetto da esporre in vetrina.

VEICOLI

  • Zambo-Ace – Peso: 81 g – Altezza: 130 mm
  • Zambul – Peso: 304 g
  • Zambase – Peso: 426 g

Ogni veicolo non è solo un modello a sé stante: una volta trasformato, diventa un elemento fondamentale per costruire lo Zambot III. Questo sistema di combinazione e trasformazione, fedele all’anime, è uno dei punti di forza della serie Soul of Chogokin, rendendo l’assemblaggio un’esperienza quasi “giocosa” anche per collezionisti adulti.

ACCESSORI

  • Materiali: Plastica
  • Basetta espositiva e porta accessori: No
  • Porta accessori: Sì
  • Libretto illustrativo: Sì

Gli accessori sono ispirati direttamente alla serie animata e permettono di ricreare scene iconiche, dai missili pettorali agli armamenti dei veicoli. La plastica, seppur nella media Bandai, mantiene un buon livello di dettaglio.

DESCRIZIONE

Bandai ha finalmente reso giustizia a uno dei robot più iconici degli anni ’70 con questo GX-23 Zambot III. La scatola è grande e curata, con due livelli di polistirolo ben organizzati:

Livello superiore: a sinistra Zambird, Zambul e Zambase; a destra gli accessori più grandi dello Zambot III.

Livello inferiore: a destra il resto degli accessori; a sinistra il blister con gli accessori dello Zambo-Ace.

Il mix di metallo e plastica assicura resistenza e solidità, fondamentali durante la trasformazione e la composizione del robot.

ZAMBO-ACE / ZAMBIRD

Si trasforma in Zambird e diventa la parte superiore dello Zambot III (testa e busto).

  • Materiali: metallo e plastica.
  • Testa leggermente direzionabile; busto apribile a compasso.
  • Ali leggermente movibili tramite cerniere.

Articolazioni principali:

  • Spalle sferiche: flessione/estensione
  • Bicipiti: rotazione
  • Gomiti a resistenza
  • Mani intercambiabili; braccia e gambe con sistema telescopico per la trasformazione

Il Zambird, grazie alla combinazione di dettagli e materiali, trasmette immediatamente una sensazione di solidità e presenza scenica. Anche se alcune parti sono leggermente limitate nei movimenti, la precisione della scultura rende ogni posa molto soddisfacente.

ZAMBUL

Carro armato che diventa spalle, braccia, petto e addome dello Zambot III. Due tipi di cingoli: uno funzionante in scala, l’altro fisso per la trasformazione. Trivelle perforanti rimovibili; possibilità di equipaggiamento con cannone.

Il Zambul è un perfetto esempio di come Bandai mescoli funzionalità e fedeltà all’anime: la trasformazione è semplice ma ricca di dettagli, con molte parti meccaniche visibili che ricordano il design originale.

ZAMBASE

Velivolo che diventa bacino e gambe dello Zambot III.

  • Ali anteriori e posteriori chiudibili; carrelli apribili.
  • Vetrino trasparente non apribile.
  • Cingoli in plastica non funzionali.

Il Zambase, pur con alcune limitazioni, offre un’estetica fedele e dettagli ben definiti, con ali e carrelli che permettono di simulare perfettamente il movimento durante il volo o l’atterraggio.

ZAMBOT III

La trasformazione dei veicoli è fluida e precisa, con incastri solidi e sicuri. Alcune parti sono plastica su metallo, quindi richiedono attenzione per non graffiare la verniciatura.

  • Testa (Zambird): ben scolpita, mezzaluna applicata con perno metallico; rotazione limitata
  • Busto: unione di Zambird, Zambul e Zambase; non articolato
  • Spalle & Braccia: ottima mobilità, rotazione bicipiti, mani intercambiabili
  • Arti inferiori: purtroppo quasi statici; ginocchia a scatto funzionanti, caviglie solo flessione limitata

Il modello finito è esteticamente imponente, con proporzioni equilibrate e dettagli fedeli all’anime. Le parti telescopiche delle braccia e delle gambe aggiungono realismo alla trasformazione.

VERNICIATURA

  • Strati di rosso e blu spessi e uniformi
  • Dettagli piccoli curati e privi di sbavature
  • Pannellature evidenziate da una leggera marcatura nera

La verniciatura contribuisce a rendere il modello vivido e dinamico, valorizzando ogni dettaglio della scultura.

CONCLUSIONI PERSONALI

Punti di forza:

  • Arti superiori con ottima mobilità
  • Estetica imponente e fedele all’anime
  • Trasformazione dei veicoli precisa e intuitiva

Punti deboli:

  • Arti inferiori quasi statici (“sindrome di Zambite”)
  • Plastica di qualità media in alcune componenti

Verdetto finale:
Il GX-23 Zambot III è un pezzo imperdibile per collezionisti e appassionati del robot anime vintage, perfetto da esporre sia composto che smontato nei veicoli. Esteticamente tra i più riusciti della linea S.o.C., ma con limiti funzionali sotto il profilo della mobilità degli arti inferiori.

Se amate il soggetto o siete collezionisti accaniti, il GX-23 merita sicuramente un posto nella vostra collezione. Chi cerca piena funzionalità delle gambe potrebbe aspettare una futura revisione o edizione R.