Recensione DSF 087 Zambot 3 da L’invincibile Zambot 3 di King Arts

Bykengiu

21/03/2026

L’invincibile Zambot 3

L’invincibile Zambot 3 (無敵超人ザンボット3, Muteki chōjin Zanbotto Surī, letteralmente L’invincibile superuomo Zanbot 3) è una serie anime robotica giapponese prodotta dalla Sunrise, composta di 23 episodi. È stata realizzata nel 1977 sotto la regia di Yoshiyuki Tomino, che ne è anche l’autore, e vede il character design di Yoshikazu Yasuhiko, il mecha design di Ryōji Hirayama e le musiche di Takeo Watanabe. In Italia è andata in onda inizialmente col titolo Zambot 3.

Recensione DSF 087 Zambot 3 da L’invincibile Zambot 3 di King Arts: 

Supporto tecnico: Fred77 – Davide
Supporto tecnico: SimonPPC – Simone
Supporto tecnico: Shin71 – Paolo
Supporto tecnico: Actarus77 – Alfredo
Supporto tecnico: Gettermachine – Fulvio

Dopo un periodo di pausa, la casa di produzione King Arts ritorna prepotentemente alla ribalta con lo Zambot 3.
Mostrato in anteprima durante l’ACGHK 2023 (Anime Comics & Games Hong Kong), ha catturato subito l’attenzione dei collezionisti di robot. Dopo un’attesa lunga tre anni, ecco finalmente arrivare nelle case degli appassionati di mecha lo Zambot 3
La scatola, di dimensioni generose, è contenuta in un brown box dove spicca la figura dello Zambot.
Misura 50 cm di altezza × 42 cm di larghezza × 7 cm di spessore (o lunghezza, a seconda dell’orientamento).
All’interno troviamo due vassoi in plastica che contengono il modello e tutti i suoi accessori.
Il tutto è confezionato nello stile classico di King Arts: credo che la ditta abbia preferito non “eccellere” nella confezione per concentrarsi maggiormente sulla realizzazione del modello.

Il Modello: 

E’ il risultato dell’unione della Zambo-Ace, dello Zam-Bull e della Zam-Base. King Arts qui ha fatto una scelta che di solito le altre case non fanno, ha deciso di “spedirlo” già montato quindi anche in questa recensione partiamo a parlare del robot per poi arrivare ai tre moduli cosa che di solito non avviene

Il DSF-087 Zambot 3 de L’invincibile Zambot 3 della King Arts è un gokin vecchio stile che farà sicuramente felici gli appassionati di robot old school. Il modello spicca per dimensioni (parliamo di un’altezza di ben 33 centimetri), peso (il metallo die-cast è concentrato nelle gambe, nel bacino e in quasi tutto il busto) e finitura: la colorazione è curata e dettagliata, senza sbavature.  

È un robot che appartiene alla categoria dei super robot classici, quindi a mio avviso la scelta di realizzarlo in questo modo è assolutamente azzeccata e l’impatto visivo è veramente notevole. Lo Zambot 3 è fedele alla sua controparte animata: l’unica differenza sono i Panel Line presenti sulla pettorina e sulla mezza luna, che però a mio parere non risultano invasivi. Il perché di questa scelta? Probabilmente per una questione di copyright e per renderlo sufficientemente diverso dal Soul of Chogokin GX-23 di Bandai. Ecco, possiamo dire con fermezza che il DSF-087 Zambot 3 trae ispirazione dal Soul of Chogokin, ma non è una copia del GX-23. 

Recensione DSF 087 Zambot 3.

Articolazioni: 

Uno dei difetti principali del Soul of Chogokin GX-23 di Bandai è proprio la scarsa posabilità.
Il modello della King Arts migliora notevolmente questo aspetto con soluzioni tecniche interessanti: spalle, gomiti, ginocchia, piedi e anca (con triplo snodo a sfera, scatto e attrito) sono a scatto, mentre polsi e testa sono a sfera. Il punto focale è lo snodo dell’anca a triplo snodo a sfera con scatto, che aumenta esponenzialmente la posabilità del modello.
I piedi purtroppo non hanno escursione laterale, ma grazie a questa soluzione tecnica è possibile realizzare moltissime pose dinamiche che il GX-23 non poteva fare. Si poteva fare di più? Forse sì, ma vista la trasformazione e la particolare struttura del robot, credo che sia stato fatto un ottimo lavoro.

Accessori:

Gli accessori sono moltissimi e tutti realizzati nei minimi dettagli . King Arts ha inserito nella confezione:

  • Quattro mani opzionali per Zambot 3
  • Tre mani per il Zambot ace
  • Una “luna” per Zambot ace
  • Due tridenti e una lancia tridente con relativo connettore
  • Coltello
  • Cannone a ioni con base dedicata
  • Zambo Magnum
  • Fucile Bird
  • Connettori per Zam-bull, Zam-base e Armory

Con questi accessori è possibile ricreare tutte le scene iconiche viste serie anime:

Recensione DSF 087 Zambot 3.

Zambird – Zambo Ace 

Il primo modulo di Zambot 3 si chiama Zambird, un’agile navetta da combattimento ben equipaggiata pilotata da Kappei.
La navetta di Kappei può trasformarsi in un piccolo robot, lo Zambo Ace. Questo procedimento viene chiamato dal pilota “Ace Change!“.
Ecco qui una precisazione importante: il modulo va estratto dal corpo dello Zambot 3. Questa operazione può creare dei graffi sul “gonnellino” dello Zambird / Zambo Ace (vedere foto allegata).
La trasformazione, invece, risulta veloce e intuitiva.
Anche qui gli accessori completano il modulo e sono utilissimi per realizzare tutte le scene e le pose iconiche dell’anime.
Recensione DSF 087 Zambot 3.

Zam-Base: 

l terzo modulo, pilotato da Keiko, va a formare le gambe del robot.  Il modello sviluppa una lunghezza complessiva di ben 30 centimetri . Ecco anche qui voglio dare un piccolo consiglio . Quando lo staccate la Zam-Base dallo Zam-Bull fatelo tenendoli entrambi  con le mani perchè sono le parti più pesanti del robot e potrebbero cadere nello sganciamento (sopratutto lo Zam-Bull) . Anche qui ricreare il modulo è semplice basta estrarre i carrelli e unire le gambe attraverso un aggancio apposito .

Recensione DSF 087 Zambot 3.

Zam-Bull: 

È il secondo modulo, pilotato da Uchūta, e va a formare la parte centrale del robot. Ha le sembianze di un carro armato.
Per ricrearlo King Arts  ha inserito degli accessori appositi (oltre alle trivelle) che di fatto rappresentano la parte inferiore del modulo e i cingoli. .  I cingoli sono in gomma e si muovono realmente stile GX-06 Bandai.

Considerazioni Finali: 

King Arts ha realizzato una bella uscita, in linea con quelle passate.
Con il Danguard Ace ha ripreso il Soul of Chogokin e lo ha migliorato nelle soluzioni tecniche, nel peso e nella colorazione.
Questo Zambot 3 conferma la volontà di King Arts di riprendere i vecchi robottoni e proporli in versione big size migliorata.
Lo ripeto: non è una copia del Soul of Chogokin GX-23 di Bandai, ma una versione nettamente migliore e diversa.
Il modello ha molti punti di forza e pochi difetti, quindi l’acquisto è consigliatissimo.
In un panorama dove molte case di produzione si concentrano su nuovi robot e versioni personalizzate, questa uscita farà (e deve fare) felici i collezionisti di vecchia data, ma dà anche alle nuove generazioni la possibilità di riscoprire serie e mecha sconosciuti a loro. 
Recensione DSF 087 Zambot 3.
Recensione DSF 087 Zambot 3.