ROBOT
NOME: Doublas M2
ALTEZZA: 280 mm
MATERIALI: Metallo – Plastica
PESO: 390 grammi
TRASFORMABILE: No
COMPONIBILE: No
ARTICOLAZIONI: Miste
FINITURA: Lucida
ACCESSORI
MATERIALI: Plastica – Gomma dura
BASETTA ESPOSITIVA: Si
PORTA ACCESSORI: No
LIBRETTO ILLUSTRATIVO: No
DESCRIZIONE
Fewture Models torna sul mercato con un nuovo modello che, già al primo sguardo, risulta difficile da collocare in una delle sue linee storiche. Non è del tutto una produzione della vecchia serie “1901 AD”, ma nemmeno un vero e proprio EX Gokin puro. In realtà, sembra posizionarsi proprio a metà strada tra le due anime del brand, prendendo un po’ da entrambe senza appartenere completamente a nessuna.
Anche il packaging richiama chiaramente lo stile EX Gokin, ma le dimensioni complessive della confezione e del prodotto risultano più contenute rispetto ad alcune uscite precedenti. Questo è dovuto soprattutto alla presenza ridotta di accessori, che rende il set più essenziale e meno “carico” rispetto al passato.
Un altro elemento che si nota subito è l’utilizzo dei materiali. Il metallo è presente in quantità piuttosto limitata, mentre la parte principale del modello è realizzata in vinile e plastica. Per chi si aspetta una struttura completamente “die-cast”, l’impatto iniziale potrebbe risultare un po’ deludente. Tuttavia, questo aspetto viene in parte compensato da una verniciatura davvero ben riuscita e da una cura generale dei dettagli che, dal vivo, restituisce un’impressione più positiva rispetto a quanto si potrebbe immaginare dalle specifiche.
Le teste sono realizzate interamente in plastica e il sistema di articolazione del collo è piuttosto semplice, con due punti di movimento principali: uno alla base del petto e uno subito sotto la testa. Una soluzione funzionale ma non particolarmente sofisticata.
Il busto rappresenta invece una delle parti più interessanti del modello. Realizzato in una combinazione di metallo e plastica, integra anche una sezione apribile sulla schiena tramite cerniera, che permette di accedere alla cabina di pilotaggio. All’interno è visibile il pilota, il Barone Ashura, un dettaglio che aggiunge un po’ di profondità e richiamo diretto al concept del personaggio.
Il comparto braccia offre un sistema articolare più complesso. Le spalle utilizzano due diversi tipi di snodi: uno a scatti per i movimenti principali di rotazione e flessione, e uno a resistenza per i movimenti laterali. Quest’ultimo però ha un range piuttosto limitato, che incide un po’ sulla naturalezza delle pose. Gomiti e avambracci sono ben articolati, con possibilità di rotazione completa e parti intercambiabili. Anche le mani sono curate, con dita semi-articolate che permettono movimenti base come pronazione e supinazione.
Le gambe seguono una struttura simile, con anche dotate di doppio sistema articolare: uno a scatti per il movimento principale e uno a resistenza per l’apertura laterale. Le ginocchia lavorano bene in flessione ed estensione, mentre manca la rotazione sull’asse. Le caviglie sono invece piuttosto complete, con buone possibilità di movimento, mentre i piedi includono un sistema a resistenza per la flessione delle punte.
Gli accessori inclusi sono pochi e realizzati in una combinazione di gomma dura e plastica, coerenti con l’impostazione generale del prodotto, ma senza particolare abbondanza.
Uno dei punti più convincenti rimane senza dubbio la verniciatura. La finitura lucida, la distribuzione dei colori e la pulizia generale del lavoro risultano davvero ben eseguite e rappresentano probabilmente l’aspetto più riuscito dell’intero modello. Anche dal punto di vista estetico, osservato dal vivo e con attenzione, il risultato finale è più solido di quanto le specifiche materiali potrebbero far pensare.
Nel complesso, la stabilità è buona, anche se la forma del personaggio potrebbe far pensare il contrario. La posabilità non è eccellente, ma resta comunque sufficiente per esporre il modello in modo credibile.
Più che un vero e proprio “gokin”, questo prodotto si avvicina molto di più a una action figure con alcune parti in metallo, piuttosto che a un die-cast tradizionale.
Vista la fascia di prezzo elevata, la natura dei materiali e il posizionamento generale, si tratta di un modello consigliato principalmente a chi è fortemente legato al soggetto o al brand. Per tutti gli altri, potrebbe non essere una proposta particolarmente convincente rispetto ad alternative più complete sul mercato.












