ROBOT
NOME: Ga-keen
ALTEZZA: 180 mm
PESO: 207 grammi
NOME: Plyzer
ALTEZZA: 102 mm
PESO: 30 grammi
NOME: Mighty
ALTEZZA: 100 mm
PESO: 29 grammi
MATERIALI: Metallo – Plastica
TRASFORMABILE: No
COMPONIBILE: No
ARTICOLAZIONI: Calamitate – A resistenza
FINITURA: Lucida
ACCESSORI
MATERIALI: Plastica
BASETTA ESPOSITIVA: Si
PORTA ACCESSORI: No
LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si
DESCRIZIONE
Tra le produzioni dedicate ai robot di Go Nagai, il Ga-Keen realizzato da CM’s Corporation è senza dubbio uno dei modelli che più ha fatto discutere gli appassionati. L’azienda giapponese ha infatti scelto di proporre il celebre robot magnetico in ben quattro versioni differenti, distinguibili esclusivamente per la livrea.
La Versione Normal presenta Ga-Keen con cromature oro e blu metallizzato, mentre Plyzer e Mighty sfoggiano una combinazione di colori pastello, finiture metallizzate e avambracci in plastica bianca trasparente. La Limited Asia, prodotta in appena 500 esemplari, introduce cromature argento per Plyzer e Mighty, avambracci blu trasparenti e alcune parti grigie al posto di quelle bianche. La Limited Japan, limitata a 300 pezzi e protagonista di questa recensione, abbandona completamente le cromature dorate a favore di una colorazione in giallo e blu pastello, mantenendo per Plyzer e Mighty gli avambracci trasparenti bianchi. Completa la gamma una rarissima Limited da 50 pezzi, che combina le cromature della versione standard con il blu pastello delle edizioni limitate, riprendendo inoltre la configurazione di Plyzer e Mighty della Limited Asia.
Già dalla confezione si percepisce la cura riservata al prodotto. La scatola misura ben 443 × 332 × 122 mm e ospita un contenuto estremamente ricco. All’interno troviamo il Ga-Keen completamente scomposto nelle sue sei sezioni principali, i robot Plyzer e Mighty anch’essi separati nelle rispettive componenti, il carro Variant e una quantità davvero impressionante di accessori. Sono presenti una coppia di pugni semi-articolati, le ali supersoniche utilizzabili sia sul robot principale sia sul Variant, le prolunghe per le gambe necessarie al loro montaggio, le carenature per riprodurre la trasformazione di Plyzer e Mighty in razzi, le ruote intercambiabili, i vessilli taglienti, le Stelle Invincibili, le pistole del Mighty, due supporti espositivi, le alabarde unite da una vera catena metallica, il componente per simulare la Lama Atomica, una spada e i classici coprivite.
Una volta completato l’assemblaggio, la prima impressione è decisamente positiva. Dopo la deludente esperienza avuta con lo Shin Jeeg Bandai GX-42, affrontavo questo modello con una certa diffidenza, soprattutto a causa delle articolazioni magnetiche. Fortunatamente CM’s è riuscita a realizzare un sistema molto più convincente, capace di offrire un’eccellente stabilità e una sicurezza ben superiore alle aspettative.
La testa è fissata al busto tramite un’articolazione sferica magnetica che assicura una presa molto solida e, allo stesso tempo, permette un’ampia libertà di movimento. Le rotazioni e le inclinazioni risultano naturali senza compromettere la stabilità dell’insieme.
Il busto, pur non essendo articolato, rappresenta il cuore strutturale del modello. È costituito da due gusci in plastica che racchiudono una robusta struttura interna in metallo a forma di T, sulla quale sono installati tutti i magneti destinati a sostenere testa, braccia e gambe. Questa soluzione contribuisce in maniera determinante alla solidità complessiva del robot.
Le spalle adottano anch’esse articolazioni sferiche magnetiche e consentono flessione, estensione, circonduzione, anteposizione e retroposizione con estrema naturalezza. Soltanto l’abduzione laterale risulta leggermente limitata dall’ingombro del busto, un compromesso inevitabile considerando la particolare tecnologia utilizzata. I gomiti sono articolati a frizione, mentre gli avambracci possono ruotare completamente sul proprio asse e integrano il tradizionale sistema sparapugni. Personalmente avrei gradito una seconda coppia di avambracci privi di questo meccanismo, così da privilegiare l’estetica durante l’esposizione ed evitare l’espulsione accidentale dei pugni durante la manipolazione. I due pugni forniti sono semi-articolati e consentono una discreta varietà di impugnature.
Le gambe rappresentano probabilmente il punto più interessante dell’intero progetto. Le articolazioni delle anche sfruttano un sofisticato sistema telescopico che permette di modificare la posizione delle sfere magnetiche aumentando sensibilmente il raggio d’azione delle cosce. Il risultato è una posabilità sorprendente, soprattutto considerando la natura magnetica delle articolazioni. Le ginocchia utilizzano un meccanismo a scatti che consente anche di separare la parte inferiore della gamba per installare le prolunghe dedicate alle ali supersoniche. Cosce e polpacci possono inoltre ruotare indipendentemente sul proprio asse, mentre le caviglie offrono una buona escursione in flessione, estensione e inclinazione laterale. Sotto la pianta dei piedi sono infine nascoste le caratteristiche lame estraibili.
Plyzer e Mighty condividono praticamente la stessa struttura costruttiva. Le articolazioni magnetiche delle spalle e delle anche funzionano egregiamente e garantiscono un’ottima libertà di movimento, a patto che le sfere vengano inserite correttamente fino al completo aggancio. Meno convincente risulta invece la scelta di utilizzare articolazioni magnetiche anche per le ginocchia. In questo caso la tenuta è insufficiente e i due robot tendono facilmente a perdere la posizione assunta. Una soluzione meccanica tradizionale avrebbe probabilmente garantito risultati decisamente migliori.
Anche il Variant si presenta ben realizzato. È costruito interamente in plastica e sfrutta i magneti per fissare le ali supersoniche, mentre le ruote vengono installate tramite semplici perni a pressione. Interessante la soluzione adottata per la ruota posteriore, composta da due elementi separabili che, durante la trasformazione in velivolo, simulano efficacemente i motori di propulsione.
Uno dei punti di forza del modello è senza dubbio la ricchissima dotazione di accessori. CM’s ha praticamente inserito tutto ciò che serve per riprodurre le principali configurazioni viste nella serie animata, offrendo un livello di completezza che ancora oggi risulta difficile da eguagliare.
Anche la verniciatura merita un plauso. Lo strato di colore è uniforme, brillante e applicato con estrema precisione. Le separazioni cromatiche sono nette, prive di sbavature, e valorizzano al meglio la qualità della scultura.
Riguardo alla colorazione della versione Japan, molti collezionisti la considerano la più fedele all’anime. Personalmente preferisco mantenere qualche riserva. Nel cartone animato Ga-Keen appare effettivamente giallo, ma è impossibile stabilire con certezza se quella tonalità rappresentasse realmente una verniciatura pastello oppure una cromatura dorata reinterpretata dalle tecniche di animazione dell’epoca. È una discussione che ricorda quella, ormai storica, relativa ai robot nagaiani inizialmente bianchi e successivamente reinterpretati come grigi o cromati nelle moderne linee Soul of Chogokin.
Nel complesso il Ga-Keen di CM’s si dimostra un modello estremamente piacevole. Le articolazioni magnetiche funzionano molto meglio di quanto ci si possa aspettare, la stabilità è elevata, gli incastri sono precisi, la percentuale di metallo è soddisfacente e la quantità di accessori è davvero generosa. Non mancano però alcuni aspetti criticabili. Gli stinchi risultano leggermente troppo sottili rispetto al resto della figura, la linea di giunzione frontale delle gambe rimane piuttosto evidente e le ginocchia magnetiche di Plyzer e Mighty rappresentano probabilmente il limite tecnico più importante dell’intero progetto. A tutto questo si aggiunge un prezzo di listino piuttosto elevato che, considerando materiali, dimensioni e concorrenza dell’epoca, appare superiore al reale valore del prodotto.
Nonostante questi difetti, il Ga-Keen di CM’s rimane ancora oggi uno dei migliori modelli dedicati al robot magnetico creato da Go Nagai. È un prodotto solido, divertente da manipolare, ricchissimo di accessori e capace di regalare grande soddisfazione durante l’esposizione. Se si riesce a reperirlo a una cifra ragionevole rappresenta ancora un acquisto consigliato per gli appassionati del genere.
Il mio giudizio finale è 7,5/10: un ottimo modello che sfiora l’eccellenza, penalizzato soltanto da alcune discutibili scelte progettuali e da un prezzo che, all’epoca della sua uscita, risultava decisamente troppo elevato.





