Recensione ARTIFACT-X Another Getter (Black Getter) da “Getter Robo Daikessen!” di CCS

BySimonPPC

15/01/2026
Recensione ARTIFACT-X Another Getter (Black Getter) da "Getter Robo Daikessen!" di CCS

Una nuova recensione a opera dello staff di MetalRobot, vi presentiamo l’Another Getter (Black Getter) da “Getter Robo Daikessen!” di CCS della nuova linea ARTIFACT-X.

Nome del prodotto: Another Getter (Black Getter)
(ブラックゲッター)
Titolo dell’opera: Getter Robo Daikessen!
(ゲッターロボ大決戦!)
Marca: CCS
Genere: Artifact-X Chogokin
Prezzo: 20,900 Yen (tasse escluse)
Data di Uscita: Gennaio 2026
Dimensione: 20 Cm (Altezza)
35 Cm (Apertura Alare)
32,5 Cm (Altezza Alare)
558 Grammi (Peso)
665 Grammi (Peso con Ali)
Accessori: 4x Mani sinistre
1x Right Arm Extensible
1x Arm Gun
1x Drill Arm
1x Getter Tomahawk
1x Getter Wing
2x Aste di sostegno in metallo Lunga/Corta
1x Basetta espositiva serigrafata
Materiale del prodotto: ABS, POM, PVC, Die-Cast, Magneti
Prototipo/Design: CCS
Distributore CCS

Copyright “Simone Battaglioni” Tutti i diritti riservati, è vietato copiare questa recensione o parte di essa senza la mia autorizzazione.

Simone Battaglioni (SimonPPC) Foto, Video e Recensione

Supporto tecnico: Fred77 – Davide (Ringraziamento speciale)
Supporto tecnico: Kengiu – Giustino (Ringraziamento speciale)
Supporto tecnico: Shin71 – Paolo
Supporto tecnico: Gettermachine – Fulvio
Supporto tecnico: Actarus77 – Alfredo
Special thanks to all CCS Team
Thanks to all collectors and community of www.metalrobot.it

Introduzione

CCS lancia la nuova linea Artifact-X nella quale ha fatto il suo debutto l’Another Getter (conosciuto anche come Black Getter), tratto da Getter Robo Daikessen!.
Che sarà il soggetto di questa recensione.

Getter Robo Daikessen! (ゲッターロボ大決戦! Getta Robo Daikessen!) è un videogioco di ruolo di simulazione (o anche RPG) sviluppato da TechnoSoft e pubblicato da Bandai Visual per PlayStation, uscito il 9 settembre 1999.
Il videogioco prende in prestito robot e personaggi da vari media, tra cui i manga e gli anime di Getter Robo, G e Go, così come Getter Robo Armageddon e contenuti originali non presenti in altri media.
Il titolo del gioco può essere tradotto come: “Getter Robo: La Grande Battaglia!”.

Il Black Getter è una variante modificata del classico Getter-1, comparso per la prima volta nel celebre OVA Getter Robo Armageddon e poi riproposto in diversi videogiochi, inclusi i crossover della serie Super Robot Wars.
Tradizionalmente pilotato dall’iconico Ryoma Nagare, personaggio anch’esso realizzato come Action Figure da CCS nella linea denominata FigScript.
Potete consultare direttamente nel sito ufficiale di CCS a questo indirizzo: https://ccshobby.com/index/index/product.html?id=28.
L’Another Getter (Black Getter) incarna la versione più cupa e aggressiva del Getter Robo, con un design che trasmette potenza e intensità, da questo il suo nomignolo di Nero come la Pece.

Contenuto e Confezione

Dopo una doverosa introduzione al soggetto iniziamo a esplorare e analizzare l’Another Getter che permetteteci di dirlo, rappresenta una novità positiva nel campo di modelli robotici, con qualche innovazione e sorpresa che non guastano mai. Ammettiamo che sarà difficile restare obiettivi e non farsi travolgere dalle emozioni che questo modello ci ha suscitato.
Il modello arriva in una scatola di cartone protetta da una pellicola trasparente e sigillata con adesivi CCS antimanomissione che non possono che far piacere.
La scatola ha una prevalenza cromatica Nera. Frontalmente l’Another Getter compare con tutta la sua cattiveria e la scritta argentata ne esalta la bellezza.
Sul retro della confezione viene rappresentato il modello con vari accessori e in varie pose dinamiche.
Sovrastante vi è la dicitura 01 con l’Another Getter rappresentato, segno che sarà il primo di una (forse lunga) serie.
Da un lato vi è la scritta Another Getter argentata e dall’altro con una cromia totalmente blu l’Another Getter sembra voler fuoriuscire dalla scatola.
Aperta la confezione si ha l’impatto di trovarsi di fronte a un prodotto “PREMIUM” nonostante il costo di acquisto sia ben lontano da quelle edizioni limitate e blasonate di altre aziende e linee.
Sul lato interno agganciata vi è una busta di carta contenente il foglietto delle istruzioni, mentre all’interno della scatola vi sono due vassoi di plastica trasparente che contengono tutto.
Sul fondale della scatola vi è replicata la rappresentazione dell’Another Getter del fronte della confezione, ma questa volta con cromia totalmente nera.
I vassoi di plastica sono ben progettati e mantengono al loro posto i vari pezzi.
Alla loro apertura non si ha nessuna difficoltà e il robot all’interno ha come protezione ulteriore protezione delle pellicole antigraffio tra corpo e braccia.
Iil foglietto illustrativo delle istruzioni sebbene di poche pagine è esplicativo sul dettaglio del montaggio delle varie parti e degli accessori.
Per quanto riguarda il contenuto vi rimandiamo alla relativa tabella.

Personaggio, snodi e mobilità

La prima cosa che ci ha colpito prendendo in mano i vassoi in plastica è stata la pesantezza del modello. Pur sapendo che CCS realizza modelli con scheletro in metallo e parti in plastica agganciate si rimane davvero sorpresi. Rimosso dalla confezione si ha un senso di solidità che raramente si prova con altre aziende. Il montaggio delle varie parti risulta facilissimo. Così agganciare la testa, il braccio destro e poi la trivella a calamita, il braccio sinistro e la mano sinistra è semplicissimo. Non serve nemmeno guardare le istruzioni per questi passaggi. Tutto è intuitivo.

Le articolazioni e gli snodi in metallo sono gli stessi della linea “Mortal Mind” rendendo questo modello della linea Artifact-X un vero gioiello anche se più piccolo rispetto ai “giganti” a cui ci siamo abituati e prodotti da CCS.
20 Cm di altezza sono un modello facilmente gestibile e inserito in collezione è proprio della scala giusta rispetto allo “Shin Getter Black”.
E’ davvero difficile mostrarvi in foto o anche con delle gif-animate tutto quello che questo Another Getter riesce a compiere.
La cosa davvero entusiasmante è che ogni volta che si prende tra le mani per scegliere una nuova posa e lo si riappoggia su tavolo lui se ne resta in piedi senza alcuna difficoltà.
Senza incertezze o traballamenti. La progettazione degli snodi permette di scegliere una posa dinamica in pochissimo tempo.
Sembra organico il modello considerando le parti che si muovono in sincrono come le ginocchia o i gomiti, aggiungendo la mobilità di spalle e collo.
Hanno sapientemente disegnato i vari componenti per ottimizzare l’estetica con la mobilità, nascondendo anche i famosi tagli dagli stampi che sono totalmente assenti.

Parlando della verniciatura, la cromia scelta salta subito all’occhio, il nero è davvero nero come la pece come il suo soprannome, hanno aggiunto un blu, un viola con colori metallici senza strafare e quelle parti in oro danno un tocco di classe. Per finire le parti in plastica che sembrano di vero metallo. Insomma questa verniciatura è davvero “ricercata” e non improvvisata.

I materiali ve li abbiamo già accennati, ma la qualità è davvero strepitosa. Metallo e plastica sono sapientemente dosati nei punti giusti senza creare diffcoltà di movimenti o rischi di sfregamenti.

Accessori

La quantità di accessori non è elevata, ma rappresenta esattamente quanto è presente nel soggetto del videogioco.

La trivella (ispirata dal Getter-2) agganciata al braccio destro in modo calamitato ha la possibilità di roteare facilmente e se proprio si cerca il pelo nell’uovo serviva magari un supporto trasparente per una posa dinamica nella quale veniva lanciata in stile missile perforante.

Il cannone sul braccio sinistro ha una mobilità anch’esso e può essere rimosso come altre parti del corpo, volendo per simulare una “Battle Damage Version”, una versione danneggiata in combattimento.

Ci sono svariate mani sinistre per poter scegliere le pose dinamiche adatte.

Il Tomahawk è ben dettagliato e impugnato crea un bel dinamismo di attacco.

Il braccio estensibile (ispirato dal Getter-3) ha un’elevata mobilità caratterizzato dalle varie sezioni con snodo. L’unico difetto se così vogliamo dire, consiste nella ricerca di una posizione estetica adeguata e facendo questo a volte può capitare che alcune sezioni si sgancino. Anche qui però è cercare il pelo nell’uovo.
Alla terminazione del braccio è presente un avambraccio con mano destra a dita mobili e lame dorate.
Inutile dire le varie possibilità che tutto questo offre in termine di dinamismo estetico.

La vera perla è rappresentata dalle Ali.
Rimuovendo una piccola placca calamitata sulla schiena si agganciano con un perno a incastro.
Prima bisogna inserire il perno in senso orizzontale per poi verticalmente verso il basso premere fino a sentire un clack e così le ali risulteranno saldamente agganciate.
Nonostante l’aumento di peso che tutto questo comporta, la stabilità non ne risente minimamente.
La mobilità che hanno conferito a questo “zainetto volante” lascia a bocca aperta.
Lo snodo agganciato alla schiena può far flettere le ali a questo si aggiunge una mobilità alle ali interne per poi passare alle ali esterne che con uno snodo possono davvero arrivare a roteazioni difficili da quantificare in gradi.
La possibilità offerta se tenere le ali agganciate oppure avere un modello “liscio” è stata un’ottima progettazione.
Nonostante questo non tenere le ali sul modello è un po’ come privarlo di una sua identità. Agganciate non sfigurano affatto e da richiuse sono poco ingombranti da rendere il modello leggero esteticamente guardandolo in vetrina.

La basetta espositiva è la classica CCS, con serigrafato in oro il nome del personaggio. Quei buchi presenti sarebbe stato interessante includere dei tappi per tenerli chiusi se non si vuole utilizzare lo snodo di sostegno.
Una novità consiste nell’aggancio progettato con un perno a molla e nel retro del bacino è presente uno sportellino apribile dove innestare il modello fino al suo clack.
Questo rende l’aggancio solidissimo senza nessuna preoccupazione di caduta. L’unico punto a sfavore rappresenta dalla mancanza di uno snodo nel perno che costringe a tenere l’Another Getter a volte in pose dinamiche si, ma esteticamente forzate in quanto la parte del bacino è rivolta in posizione scorretta.
Sicuramente come abbiamo visto più e più volte CCS saprà migliorarsi anche in questo, confrontandosi con la propria clientela e recependo i suggerimenti di riscontro dalla rete.
Come visto nell’Ultimate Dancouga lo snodo della basetta ha diversi punti a incastro per permettere una solidità senza compromessi.

Non è presente alcun tipo di circuito di Illuminazione in questo modello, ma non se ne sente la mancanza. In vetrina le parti che a livello teorico avrebbero potuto illuminarsi riflettono la luce perfettamente, donando quel senso di “vivo” al modello.

Considerazioni finali e Votazione

Siamo già arrivati alla fine di questa recensione, come già immaginerete siamo rimasti entusiasti da questo modello e i leggeri difetti che vi abbiamo sottolineato sono davvero cercare il pelo nell’uovo, dove la perfezione non esiste e si guarda magari alla moltitudine di utenti e ai loro desideri di un modello solido, dinamico e esteticamente appagante.
Solitamente non elargiamo un voto alto così facilmente, ma questo Another Getter ci ha davvero colpiti in senso positivo.
Al solo immaginare che rappresenta il primo di una nuova linea siamo in febbricitante attesa di vedere il prossimo soggetto che CCS sceglierà di produrre nella nuova linea Artifact-X.
In conclusione è un bellissimo modello con una verniciatura fenomenale e una progettazione altrettanto strepitosa, noi vi consigliamo caldamente l’acquisto, senza nessuna riserva.