SG 12 BLACK - METALROBOT

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SG 12 BLACK


ROBOT

NOME: Getter 1 Black

ALTEZZA: 175 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica - Gomma

PESO: 423 grammi

TRASFORMABILE: No

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica - Gomma

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si


 

DESCRIZIONE


Dopo l’uscita del Generale nero SG-11 nel 2005, Aoshima realizza nel 2006 l’SG-12, il Getter Robot black, visto nell’oav "Last Day".

Il modello, fatta eccezione per la testa, le mani e la pettorina, è interamente in lega metallica (immaginatevi il peso!)

Rimosso dalla scatola, si presenta molto stabile, più movibile e posabile dei suo predecessori.

Sono migliorate tantissimo le articolazioni delle ginocchia e delle anche, meno quelle delle caviglie. Purtroppo è stata ancora riciclata l’articolazione telescopica per i gomiti! Il modello è esteticamente molto accattivante: il volto, con gli occhi gialli dotati di pupille, dà l’impressione di guardare l’osservatore che ha davanti! Nella confezione, oltre a pochissimi accessori, è stata inserita una miniatura in gomma dura di Ryoma.

Oltre a questa versione, ne sono uscite altre due:

a) Kawai black metallic vers: il colore usato è nero metallizzato lucido; la miniatura data a corredo è quella del dott. Saotome.

b) Anime Export limited blood: la verniciatura è weathering con finitura opaca. In questa versione la miniatura è quella di Ryoma. Questa versione è l’unica delle tre ad avere le lame dell'avambraccio verniciate in modo da sembrare insanguinate.

                           
TESTA

La testa è realizzata in materiale plastico. Il dettaglio del volto è veramente molto curato. Molto buona la rotazione verso sinistra e verso destra sul proprio asse; meno, invece, l’estensione e la flessione del capo.

Oltre al mantello, il modello ha anche una sciarpa, che può essere montata sul collo sganciando la testa, con un'operazione semplicissima.


BUSTO

Il busto è un pezzo unico non articolato.

Ai lati del petto ci sono due pannellature in plastica trasparente che lasciano vedere i meccanismi interni del modello. Tra queste due pannellature, c'è la cabina di pilotaggio della Eagle Machine, a cui è possibile aprire leggermente il tetto per poter vederne l’interno. La cintura color oro è divisa in due parti, ognuna movibile; spostandone una verso destra e l'altra verso sinistra, si vede un secondo passaggio per accedere all’interno del robot.

Dietro la schiena si trova il pulsante che, se spinto, apre il getter beam posto sull’addome del modello.

Per poter montare il mantello al robot, bisogna rimuovere la parte posteriore della pettorina, tirandola indietro (operazione semplicissima).


SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono movibili attraverso due articolazioni:

- a scatti per la flessione, l’estensione e la circonduzione del braccio

- a resistenza per l’abduzione e l’adduzione laterale del braccio.

L’articolazione del gomito è del tipo telescopico: quando il gomito non è flesso, è retratta nella parte superiore dell’avambraccio; quando, invece, si vuole flettere o estendere il gomito, bisogna allungarla. Purtroppo questo sistema, quando è in funzione, allunga le braccia rendendole sproporzionate al resto del corpo; queste ultime possono anche ruotare sul proprio asse. Le mani sono intercambiabili, grazie ad un perno montato sul polso che si inserisce a pressione nel foro posteriore della mano.


ARTI INFERIORI

Le anche sono rese movibili da due articolazioni a resistenza: una per la flessione e l’estensione, l’altra per l’abduzione e l’adduzione delle cosce. Esse sono anche dotate di un sistema telescopico che permette di allungare l’articolazione, distanziando, così, le anche dalla testa delle cosce; in questo modo è possibile aumentare la possibilità di movimento di quest’ultime. Il ginocchio è articolato a scatti e la gamba può ruotare sul proprio asse in entrambi i sensi.

Le caviglie hanno un’articolazione sferica, che consente ai piedi di flettersi in avanti, verso l’esterno, verso l’interno, di estendersi all’indietro ed in ultimo di ruotare sul proprio asse.

Purtroppo, gli angoli di lavoro di queste articolazioni spesso non sono sufficienti a far poggiare in terra le piante dei piedi, quando si fanno assumere pose più dinamiche al modello.


VERNICIATURA

La verniciatura è molto curata, è ben stesa e spessa. Tutte le linee di confine tra i colori sono rispettate e prive di sbavature.
I colori usati sono color pastello con finitura lucida.


ACCESSORI

Gli accessori sono realizzati in plastica e gomma dura.
All’interno della scatola ci sono: due tomahawk, una coppia di pugni aperti, una coppia di pugni chiusi con delle borchie sulle nocche, una coppia di pugni chiusi senza borchie, una mano aperta, il mantello in gomma con la sciarpa dello stesso materiale e delle punte da inserire sui pugni senza borchie.


CONCLUSIONI PERSONALI

Ottime le plastiche usate ed il resto dei materiali. Come al solito, enorme è la quantità di metallo presente nel modello!

La stabilità del modello è veramente molto buona; simpatica l’introduzione dell’articolazione telescopica nell’anca, peccato che non sia però accompagnata anche da una buona mobilità delle caviglie.

Assurda, invece, la scelta di usare ancora le articolazioni telescopiche per i gomiti: oltre che a falsare le proporzioni delle braccia, in alcune pose influiscono in maniera negativa sull’estetica del modello. Malgrado ciò, resta comunque il Getter Black più fedele alla controparte animata presente sul mercato.

Se dovesse capitarvi ad un prezzo vantaggioso, io vi consiglio l’acquisto, sicuramente non ne rimarrete delusi!



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