MAZINGA Z - METALROBOT

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MAZINGA Z


ROBOT

NOME: Mazinga Z

MATERIALI: Metallo

TRASFORMABILE: No

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Metallo - Plastica

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: No


DESCRIZIONE

La Marmit è una ditta giapponese molto conosciuta per la produzione di modellini in vinile ed in metallo, ispirati ai super robot dell’animazione nipponica. La serie prodotta più famosa è sicuramente la Fierce Legend of Super Robot, ispirata ai robot degli anni ‘70/’80: sono modelli alti mediamente una quarantina di centimetri, realizzati in vinile e con una mobilità limitata alle sole spalle ed al collo. Prendendo come base di partenza il Mazinga Z, prodotto per questa serie, la Marmit ne ha realizzato, nel 1999, una versione interamente in metallo denominata Daigokin Mazinga Z. Il termine Daigokin, usato per questa linea, può essere tradotto approssimativamente “grande in lega metallica”.

Per la sua realizzazione, la Marmit si è ispirata alla Popy Chokinzoku, una serie di enormi Deluxe in metallo che non ebbe purtroppo molto successo.

La serie prese il via nel 1980 con il Tetsujin 28, un bellissimo modello alto circa 50 cm, realizzato in metallo. Molte parti erano apribili e rimovibili e lasciavano intravedere i circuiti interni del modello, ma l’alto costo del giocattolo, la bassa dotazione degli accessori e la scarsa fama del soggetto non fecero decollare la serie che fu interrotta immediatamente.

Ora ci riprova la Marmit con questa nuova realizzazione.


MAZINGA Z

Come già accennato in precedenza, nel 1999 la Marmit commercializza il suo primo modello Daigokin, il Mazinga Z, la cui tiratura è di 1.000 unità ed il costo di 48,000 yen. Successivamente sono state prodotte altre sei versioni con livree diverse.




Dopo l’uscita di queste versioni, nel 2008 esce la settima: il corpo è lo stesso delle precedenti, la livrea è quella della prima versione, ma secondo il produttore, cambiano le articolazioni, ora miglioriate sotto il profilo del movimento. Questo nuova Mazinga è disponibile in due versioni, che possono essere definite, per comodità: una St contenente solo il modello, una Dx contenente il modello ed il Jet Scrander in scala.

C’è da segnalare che il Jet Scrander può essere acquistato anche separatamente dal modello, per poter essere montato, eventualmente, sulle versioni precedenti.

La scatola ha delle dimensioni gigantesche: rimosso il coperchio, il modello è alloggiato tra due gusci in polistirolo e avvolto dal cellophane. Non è presente nessun accessorio, se non lo Scrander alloggiato in un’altra scatola.

Rimosso dal suo contenitore, si può apprezzare il suo spaventoso peso: è sicuramente più una statua realizzata in lega metallica che un modello super posabile o altro.


TESTA

La testa è completamente in metallo, stupendamente realizzata, ha delle proporzioni perfette; secondo me, è la miglior riproduzione in scala mai prodotta fino ad oggi.

I corni laterali cromati oro sono molto belli; il pilder, non rimovibile, è realizzato in metallo ed ha il vetro della cabina di pilotaggio trasparente. E’ possibile farla ruotare sul proprio asse grazie ad un’articolazione posta alla base del collo.


BUSTO

Il busto è realizzato totalmente in metallo e  non è dotato di nessun tipo di articolazione. Le piastre pettorali sono in lega metallica e non sono rimovibili.


SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono dotate di due articolazioni a scatti: una per la flessione, l’estensione e la circonduzione, l’altra per l’abduzione e l’adduzione. L’angolo di lavoro di questa seconda articolazione è di pochi gradi, come  l’angolo di flessione ed estensione offerto dall’articolazione del gomito all’avambraccio.

Le braccia, come le mani, possono ruotare sul proprio asse in entrambi i sensi.


ARTI INFERIORI

Le cosce, le gambe e le caviglie non possono effettuare nessun tipo di movimento, tranne la rotazione sul proprio asse sia in senso orario che antiorario. Questo permette solo di regolare il modello perpendicolarmente sul proprio piano di appoggio.


JET SCRANDER

La scatola è leggermente più piccola di quella del Mazinga; anch’esso è alloggiato tra due gusci in polistirolo. A differenza del robot, fornito completamente montato, lo Scrander necessita di un leggero montaggio. Ha il corpo centrale completamente realizzato in metallo, mentre la cintura per l’agganciamento e le ali sono in plastica.

Queste ultime si agganciano al corpo centrale ad incastro ed è possibile decidere di montarle sia simulando il volo autonomo che il volo combinato.

Hanno le punte terminali molto sottili, quindi sono soggette a rottura se fatte urtare su qualcosa di solido.


VERNICIATURA

La verniciatura con finitura lucida è molto bella. I colori sono ben distribuiti e, alla vista, sembra anche molto spesso il loro strato. Eccezionale è la cura dei dettagli del volto.


CONCLUSIONI PERSONALI


Il modello è veramente imponente per dimensioni e peso; lo trovo anche ben proporzionato. Molto bella l’estetica generale, fatta eccezione per i pugni, rovinati un po’  da un’antiestetica linea di giunzione dei due gusci che li formano e da uno sculpt non molto brillante.

Vista poi l’immobilità delle anche, le cosce dovevano essere, secondo me, realizzate con un maggior angolo di apertura, per evitare al modello questa postura un po’ troppo rigida.

Avendo avuto precedentemente la seconda versione, trovo molto più somigliante all’anime questa nuova colorazione; anche la qualità della verniciatura ha fatto un passo in avanti. Dubito, invece, che siano state apportate, rispetto alle versioni precedenti, delle modifiche alle articolazioni.

Lo Scrander si aggancia al modello in maniera semplicissima, usando lo stesso sistema dei GX 01 e GX 01R Bandai; l’accostamento delle parti e gli incastri sono perfetti.

Sicuramente è un modello che arricchisce in maniera sostanziale una collezione; lo si acquista, però, solo ed esclusivamente per le sue dimensioni e per la sua estetica, non certo per la tecnica costruttiva o per la sua posabilità (quasi pari a 0); infatti, a fronte di una spesa di circa 600 euro, non si sta acquistando una specie di GX 01 ingigantito, ma una stupenda statua in metallo!

Vi consiglio, se pensate di acquistare il Mazinga Z, di comprare la versione DX:  una volta montato lo Scrander al modello e accostato alla normal, non c’è paragone, la DX vince “a mani basse”.



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