IVO DE PALMA - METALROBOT

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IVO DE PALMA


Ecco a voi una nuova intervista targata MetalRobot, questa volta abbiamo deciso di intervistare per voi il mtico Ivo De Palma.
Lo staff di MetalRobot ringrazia infinitamente il Sig. de Palma per la disponibilità e il tempo dedicatoci, dimostrandosi una persona veramente cordiale e gentile!

Ecco a voi l'intervista:

MetalRobot: Questa iniziale non è una vera e propria domanda. Cortesemente, si potrebbe presentare (anche se non c'è ne sarebbe bisogno).

Ivo De Palma: Molto brevemente. Ho passato più di metà della mia vita al microfono, il migliore amico o, viceversa, il peggior nemico di una voce. Faccio il mestiere che mi piace fare e che dopo quasi 30 anni ancora non mi annoia. Il resto si può dedurre dalle risposte ad alcune delle domande seguenti.


MetalRobot: Ed ecco invece le domande vere e proprie:

1. MetalRobot: Come è nata la scelta di intraprendere la carriera del doppiatore?

Ivo De Palma:
A 17/18 anni lavoravo nelle radio private della mia città, molto diverse da quelle attuali. Compreso che il mio punto di forza era la voce, approfondii la dizione per rendere meglio in radio. Indirizzato anche sulla recitazione, scoprii letteralmente un mondo, per me molto più affascinante della radiofonia. Proseguii a curare il mio punto di forza e pertanto scelsi, non certo per ripiego, di occuparmi principalmente di doppiaggio.


2. MetalRobot: Per caso si ricorda il primo personaggio che ha doppiato?

Ivo De Palma:
Il primo in assoluto certamente no. Il primo di un certo spessore, anche se il concetto è fin troppo nobile, fu Mirko dei Beehive, sia nel cartone animato che nel successivo telefilm. Naturalmente, non ero io a cantare le canzoni. A ognuno il suo mestiere. Le cantava Enzo Draghi.


3. MetalRobot: Ci sono delle differenze tra il doppiare personaggi non reali (in questo caso un prodotto di animazione) e i personaggi reali? Quali sono le difficoltà e le differenze?

Ivo De Palma:
Copio e incollo dal mio sito internet:

Gli eroi dei cartoni animati non sono altro che disegni, per quanto belli e curati possano apparire. Questo significa che molta parte della credibilità, se non del realismo, delle scene rappresentate dipende esclusivamente dalla colonna sonora, non a caso, per quanto riguarda musiche e rumori, già orchestrata su registri di notevole ritmo e di esasperata intensità. Tecnicamente, quindi, doppiare un cartone animato, e specialmente un OAV giapponese, è tutt’altro che una passeggiata. Lo spessore psicologico di quelle facce più o meno bene disegnate è dato dalle voci, che devono distendersi, senza soccombere, sopra un tappeto sonoro fortemente drammatizzato. Ecco perché la recitazione che sentite nei cartoni animati televisivi è un po' "sopra le righe": la plausibilità delle situazioni e dei personaggi è determinata innanzi tutto dall'efficacia persuasiva dei suoni e delle voci, talvolta, oltretutto, caratterizzate, vale a dire falsate, per la resa particolare di determinati ruoli.
La tecnologia, più o meno progredita, può dare ad un personaggio disegnato il movimento: ma è la voce che gli dà la vita. La voce del doppiatore, almeno per il momento (anche se non saprei ancora per quanto…), resta l'unico contributo interamente umano all'animazione di un cartone.
E quando l'animazione è al servizio di una storia, le voci, oggi come ai tempi di Omero, sono lì per raccontarla.


4. MetalRobot: Riprendendo l'argomento della domanda precedente. Dove si può avere un po' più di libertà di interpretazione (mantenendo comunque una interpretazione il più vicino possibile alla controparte originale)?

Ivo De Palma: La libertà di interpretazione è qualcosa che il doppiatore si prende comunque, se ha personalità e se è guidato da un direttore che intenda valorizzarla. Dare personalità vocale a interpreti stranieri, veri o animati che siano, significa averne innanzitutto di propria. Il filtro non deve mai essere neutro, giacché il doppiaggio è comunque un compromesso, pertanto il contributo personale dell'interprete diventa decisivo per fornire un prodotto che, nella lingua d'arrivo, sia espressivamente ricco. La soglia dell'iniziativa personale può e deve, naturalmente, essere limitata dal direttore di doppiaggio, ma non è mai buona politica tarparla del tutto. Recitare deve anche essere un piacere, altrimenti la resa artistica ne esce mortificata e pertanto carente.


5. MetalRobot: Quale personaggio (che sia animato o reale) Le è piaciuto doppiare? E quale invece meno o per niente?

Ivo De Palma: A parte Pegasus, sono svariati i personaggi che ricordo con piacere, ma tra tutti nominerei Kanbei Shimada (Samurai 7), Fernand De Morcerf (Il conte di Montecristo), il dottor Muraki (Gli eredi del buio). So che gli appassionati sono affezionati a svariate altre cose dei tempi andati, ma è ovvio che le sento attualmente molto meno vicine e rappresentative.


6. MetalRobot: Un lavoro, in cui sono stati profusi una grande professionalità e cura può far guadagnare ad un prodotto, agli occhi/orecchie del pubblico, qualche punto in più?

Ivo De Palma: Io penso di sì, anche se sono molti gli sprovveduti, o i fin troppo furbi, che pur di far la guerra al doppiaggio italiano (specie in ambito animazione giapponese) sarebbero disposti a giurare il contrario.


7. MetalRobot:
Secondo Lei quando il lavoro del doppiatore può dirsi che sia stato effettuato splendidamente? O, quando il doppiatore si può ritenere soddisfatto del suo lavoro?

Ivo De Palma: Il lavoro è effettuato a regola d'arte quando, paradossalmente, nessuno lo nota. Ma il doppiatore si ritiene soddisfatto se la sua voce... la notano tutti!


8. MetalRobot: C'è stata un'opera dalla quale ha tratto più soddisfazioni, sia come doppiatore che come direttore del doppiaggio?

Ivo De Palma:
Ovviamente Saint Seiya, ma anche i due OAV di Devilman, di cui curai oltretutto i dialoghi italiani.


9. MetalRobot: C'è un doppiatore/collega, con cui ha lavorato durante la sua carriera, con cui ha legato maggiormente e che quando ci si ritrova a lavorare Le fa piacere?

Ivo De Palma:
Non faccio nomi, né indico preferenze. Mi fa piacere lavorare con chi mi ha piacere di lavorare con me.


10. MetalRobot: C'è un personaggio di qualche prodotto audiovisivo che avrebbe voluto doppiare? Quali le motivazioni nel volerlo doppiare?

Ivo De Palma: Beh, a chi lavora prevalentemente al nord manca molto il doppiaggio cinematografico, e i motivi penso siano facilmente intuibili.


11. MetalRobot:
Il doppiaggio di un anime ha delle "particolarità": sono in molti a vedere il prodotto con il doppiaggio originale ed in seguito lo tendo a confrontare con il lavoro effettuato dai nostri doppiatori. Lei, tende ad avvicinarsi, sia come tonalità di voce che come interpretazione, all'originale o tende a metterci anche un po' di suo per rendere ancora migliore il personaggio?

Ivo De Palma: Ho già spiegato che l'interprete neutro non esiste. Chi impone ai colleghi interpretazioni rinunciatarie ne spreca, purtroppo, il talento, con l'unica attenuante di pagare per farlo (anche se negli ultimi tempi, parlo dell'anno 2010, neanche la puntualità, e in taluni casi la certezza, dei pagamenti sussiste più, specie al nord). Ognuno di noi mette del suo, giacché in genere viene scelto proprio per le caratteristiche peculiari della sua voce, della sua tecnica e della sua recitazione. In doppiaggio, non sei bravo finché non sei personale, finché non sei tu, tu e nessun altro. Essere jolly va bene all'inizio, quando chi ti vuole aiutare deve poterti inserire un po' ovunque. Ma i ruoli grossi arrivano solo se la tua voce è un marchio, perché per ogni ruolo vi sono almeno una decina/quindicina di colleghi che possono ricoprirlo. La scelta del direttore, simpatie a parte (che esistono, esattamente come in qualsiasi altro ambiente), avviene sempre sulla base della tua impronta personale.


12. MetalRobot:
Una sua personale considerazione sulle operazioni di ridoppiaggio che si stanno verificando negli ultimi tempi. Secondo Lei sono delle operazioni giuste o inutili? E quando in questi casi ci sono anche dei cambi di voce a cui molti erano affezzionati?

Ivo De Palma: Sono operazioni commerciali. Se sono giuste o sbagliate deve dirlo il mercato, non io. Ognuno è libero di investire i propri soldi come vuole, se sui materiali di cui si parla ha acquisito i diritti. Il cambio di voce può effettivamente scontentare una fetta di appassionati. Se è vero che sono molti, l'operazione fallisce. Altrimenti significa che non erano poi così tanti, o che l'unico sciopero che certi signori comprendono, cioè lo sciopero del portafoglio, è quello che trova meno disponibili gli appassionati...


MetalRobot: Le domande che seguono riguardano i Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya):

11. MetalRobot: Nella messa in onda della nuova serie de "I Cavalieri dello Zodiaco" (Saint Seiya) Lei ha ricoperto il triplice ruolo di adattatore, direttore e doppiatore. Come è stato ritornare dopo tanti anni su questa serie?

Ivo De Palma: In precedenza, problematico, giacché di Hades si è cominciato a parlare qualche tempo prima che materialmente pervenisse in Italia. Oltre all'annoso dibattito sull'adattamento della serie televisiva, vi erano anche opposte fazioni in merito all'eventuale riconferma delle voci storiche, ritenute da alcuni il non plus ultra e da altri, viceversa, il peggio del peggio. In più, mi piovve sulla testa anche la direzione del doppiaggio, in luogo del compianto Enrico Carabelli, e l'adattamento dei dialoghi, in luogo del non più disponibile Stefano Cerioni. Ma gli occhi, e le orecchie, di tutti erano puntate su Pegasus: De Palma ce la fa ancora, o è troppo vecchio, visto che era già troppo vecchio prima? Premesso che il doppiatore giapponese (Toru Furuya, poi sostituito nel Meikai) ha esattamente la mia età, entrai effettivamente in sala con una certa ansia da prestazione e, inciso il primo "anello", volli subito tornare in regia per riascoltarlo. Appena risentii la mia voce su quel volto mandai mentalmente a quel paese tutti i detrattori che mi avevano fin troppo sbrigativamente liquidato e tornai in sala assolutamente tranquillo. Non solo ero ancora lui (o lui era ancora me, come preferite) ma risultavo addirittura più giovane!


12. MetalRobot: Riprendendo l'argomento della domanda precedente. Essendo anche (come già espresso) adattatore e direttore della nuova serie "I Cavalieri dello Zodiaco" (Saint Seiya) ci si è dovuti "scontrare" con l'eventualità di essere confrontato (da parte degli appassionati) con chi ha provveduto ad effettuare questo lavoro prima di Lei?

Ivo De Palma: Naturalmente sì, con le solite opposte fazioni. Rispetto le opinioni di tutti, tranne quelle dei noti furbastri che taroccano i sondaggi... Gente su cui non spendo altre parole, ché di notorietà legata al mio nome ne hanno già avuta abbastanza, in passato.


13. MetalRobot: Riguardo il capitolo conclusivo della serie de "I Cavalieri dello Zodiaco", il Capitolo Elisio, cosa ci può dire? Qualche novità sullo stato dei lavori?

Ivo De Palma: La domanda va rivolta a Mediaset.


14. MetalRobot: Per concludere: Dove potremo sentire la sua voce prossimamente?

Ivo De Palma: In svariati videogiochi e in varie audioguide di importanti mostre nazionali.


MetalRobot: Ringrazio ancora il Sig. Ivo De Palma per la disponibilità e colgo l'occasione per augurarle un buon lavoro ed una buona giornata.

Ivo De Palma: Grazie a voi.


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