GX38 - METALROBOT

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GX38


ROBOT

NOME: Iron Gear

ALTEZZA: 293 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica - Gomma

PESO: 1227 grammi

TRASFORMABILE: Si

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica - Gomma

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si


DESCRIZIONE

Il GX 38 è l’Iron Gear, un enorme robot che si può trasformare in astronave e base d’appoggio; anch’esso, come lo Xabungle GX 28 ed il Walker Galliar GX 35, fa parte della serie animata Blue Gale Xabungle.
Aperta la scatola e rimosso dal suo contenitore in polistirolo, il modello si presenta trasformato in versione robot.
Una volta poggiato su un piano, si notano subito le enormi dimensioni del modello; infatti la sua altezza ed il suo peso sono di poco inferiori a quelli dell’Ideon.
Il modello è privo delle articolazioni dei piedi, che sono tutt'uno con le gambe. E' tozzo e sgraziato nelle forme; ciò ci farebbe pensare che sia più una sorta di modello statico, invece Bandai è riuscita, comunque, a dotarlo di una discreta mobilità generale. Purtroppo, la mancanza delle articolazioni delle caviglie, oltre ad andare a svantaggio della posabilità, non permette alla pianta dei piedi di poggiare integralmente al suolo, inficiando negativamente anche l'estetica.
Una cosa che, invece, mi ha colpito in maniera molto positiva, è il livello di dettaglio del modello. Ovunque lo si guardi, è stato arricchito con un'infinità di pannellature più o meno grandi, che lo rendono, secondo me, il s.o.c. più dettagliato mai prodotto fino ad oggi.                           

TESTA

La testa, non articolata, è completamente realizzata usando del materiale plastico. Le due L di colore bianco, poste ai lati, sono movibili lateralmente per mezzo di cerniere.
Grazie ad una cerniera (fig. 1), la parte superiore del capo è apribile, consentendo così la visione della piccolissima cabina di pilotaggio.

 Figura 1


BUSTO

L’addome ed il bacino sono articolati tra loro: l’addome può ruotare sul proprio asse sia in senso orario che  in senso antiorario (fig. 2).
Il petto è dotato di un portello centrale apribile che dà accesso ad un piccolo hangar interno.
Tra il bacino e l’addome, è celato un sistema (fig. 3) che permette all'addome stesso lo scorrimento verso la parte posteriore del modello per effettuare la trasformazione in base Landship.
Dietro le spalle sono installate le ali che, fornite di cerniere, sono leggermente movibili in avanti e indietro.

      Figura 2                                  Figura 3
           


SPALLE & BRACCIA


Le spalle hanno due articolazioni: una a scatti per la flessione e l’estensione, ed una per l’abduzione e l’adduzione laterale del braccio.
A metà dei bicipiti trovano posto delle articolazione a resistenza che permettono la rotazione delle braccia sia in senso orario che in senso antiorario sul proprio asse.
Il gomito è articolato e consente la flessione e l’estensione dell'avambraccio. Le mani hanno il gruppo dita semi- articolato e possono essere retratte all’interno dell’avambraccio in fase di trasformazione.

ARTI INFERIORI


Le anche sono dotate di articolazioni che lavorano a scatti; i movimenti di flessione ed estensione delle cosce non hanno una grandissima escursione, mentre i movimenti laterali di abduzione e adduzione sono meno limitati. Sia le cosce che le gambe non sono dotate di un sistema che consente loro la rotazione sul proprio asse.
Il ginocchio, per consentire la trasformazione e rimanere articolato, è stato dotato di due articolazioni: una per la sezione anteriore ed una per la sezione posteriore che lavorano in accordo (fig. 4-5). Le caviglie non sono articolate, in quanto i piedi sono tutt'uno con la gamba.

 Figura 4                                    Figura 5
   
         


TRASFORMAZIONE

La trasformazione è molto semplice e particolarmente intuitiva; credo che anche senza istruzioni sia facilmente attuabile.
Una volta trasformato il robot in base Landship, mi sono meravigliato per il gran numero di pannelli apribili, che celano degli hangar.
Tutte le torrette poste sul modello possono ruotare su se stesse in entrambi i sensi e sono in grado di sollevare o abbassare i loro cannoni.

ACCESSORI

Gli accessori sono tutti ben realizzati e curati nei dettagli. I materiali usati per realizzarli sono la  plastica e la gomma dura.

VERNICIATURA

Ben distribuita e spessa, presenta una buona uniformità della tonalità del colore rosso (cosa che mancava al GX 36). Non ho trovato sbavature di colore sul modello, ma su alcuni piccoli accessori, cosa normale viste le dimensioni.
Un vero peccato che tutte le rivettature ed i pannelli presenti sul modello non siano state messe in risalto da un colore scuro.

CONCLUSIONI PERSONALI

Modello carino, ma nulla di più. La mobilità è sotto la media. Le rivettature, che avrebbero dato profondità al modello, non sono state messe in risalto.
La sua morfologia é tozza e sgraziata. I piedi, privi delle articolazioni delle caviglie che non poggiano completamente al suolo, lo rendono poco accattivante esteticamente.
Simpatica la trasformazione, ma nulla di trascendentale.
Se avete già preso il GX 28 ed il GX 35 e volete "chiudere il cerchio", potete azzardare l’acquisto altrimenti optate per altri modelli.


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