GX31 - METALROBOT

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GX31


ROBOT

NOME: Voltes V

ALTEZZA: 250 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica

PESO: 723 grammi

TRASFORMABILE: No

COMPONIBILE: Si

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


VEICOLI

 NOME: Volt Cruiser

PESO: 27 grammi

  NOME: Volt Bomber

PESO: 88 grammi

NOME: Volt Panzer

 PESO: 175 grammi

NOME: Volt Frigate

 PESO: 273 grammi

NOME: Volt Lander

 PESO: 160 grammi


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: Si

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si


DESCRIZIONE

Finalmente torna sulla scena un robot componibile che ho sempre amato: il Voltes V!
La scatola non è eccessivamente grande: i 5 mezzi che compongono il Voltes sono raccolti all'interno di un contenitore in polistirolo, mentre gli accessori si trovano stipati in un vassoio di plastica trasparente.
Il modello é realizzato in metallo e plastica. La trasformazione dei veicoli ed il loro assemblaggio nel Voltes V è molto semplice. Una volta terminato l'assemblaggio, tutto l’insieme è molto stabile fino a quando, però, non lo si solleva; infatti se sollevato esclusivamente per l’addome, c'è la possibilità, anche se remota, che il bacino (avendo un piccolo gioco tra gli incastri) si stacchi a causa del peso, portando con sé gambe e piedi. Consiglio, quindi, di maneggiarlo sempre con due mani: una che sorregga la parte superiore del busto e l’altra la parte inferiore.
Sicuramente, ho gradito molto il fatto che questo Voltes abbia le gambe articolate e posabili, lontane anni luce da quelle dello Zambot III e del Combattler V; c'è da segnalare, però, che le articolazioni delle ginocchia potevano essere esteticamente un po' più curate.
Purtroppo, alcuni modelli presentano le articolazioni delle caviglie un po’ troppo lente; infatti tendono a cedere sotto il peso del gokin, non mantenendo, di fatto, la posizione da fargli assumere. Questo particolare rende, per esempio, assai difficoltoso posizionare il modello in maniera perfettamente eretta. Credo che, se le suddette articolazioni fossero state realizzate con un sistema a scatti, tale problema non si sarebbe mai presentato!

TESTA


La testa nasce dalla trasformazione del Volt Cruiser e si aggancia al modello grazie ad un perno calamitato che le consente solamente di ruotare sul proprio asse, in maniera molto limitata, verso destra o sinistra.

BUSTO  


Il busto nasce dall’unione di due veicoli, il Volt panzer con il Volt frigate, ed avviene ad incastro. Terminato il montaggio, il busto è fisso e non è presente nessun tipo di articolazione che consenta il movimento. La V stilizzata sul petto è rimovibile e, come nell’anime, si trasforma nella spada Excalibur, grazie ad una lama che si chiude e si apre a fisarmonica, per mezzo di cinque piccolissime cerniere. Anche se ciò è molto funzionale, esteticamente il modello ne risente, in quanto la V non accosta in maniera perfetta al petto, creando delle antiestetiche fessure (fig. 1).

Avrei preferito una V perfettamente accostabile, comunque rimovibile per simulare l’attacco, ma non trasformabile in spada, visto che il modello è dotato di una seconda spada non trasformabile, molto più funzionale e molto più accattivante sotto il profilo estetico.

Figura 1

           
SPALLE & BRACCIA

Il Volt Bomber, una volta trasformato, diventa le spalle del gigante di ferro che sono dotate di due articolazioni:

- a scatti per la flessione, l’estensione e la circonduzione del braccio.

- a resistenza per il movimento laterale di abduzione e di adduzione del braccio. Bisogna dire che l'angolo di lavoro di queste articolazioni è assai limitato dalla forma delle spalle stesse, le quali urtano inesorabilmente sulla parte laterale alta del petto (fig. 2).
La flessione e l’estensione del gomito sono affidate ad un’articolazione a resistenza, realizzata in maniera un po'  troppo antiestetica.
La rotazione, nei due sensi, del braccio sul proprio asse è garantita da un’articolazione a resistenza, montata alla base del bicipite.
Solo la copertura dell’avambraccio (fig. 3) è telescopica e va a coprire l’articolazione del gomito in fase di trasformazione. Le mani hanno le dita semi-articolate e sono alloggiate all’interno dell’avambraccio; tramite un sistema a scorrimento telescopico, possono essere estratte come nel cartone animato. Oltre alle mani integrate nel modello, che risultano leggermente sottodimensionate per ovvie esigenze di trasformazione, sono disponibili anche dei pugni accessori esteticamente più belli e proporzionati.

Figura 2                                 Figura 3   
           



ARTI INFERIORI

Gli arti inferiori prendono forma dall'unione del Volt Frigate con il Volt Lander.
Nelle anche sono presenti tre articolazioni: la prima gestisce la flessione e l’estensione delle cosce, la seconda è dedicata al movimento di abduzione e adduzione laterale sempre delle cosce, e la terza permette la rotazione sul proprio asse in senso orario e antiorario degli arti inferiori.
Le ginocchia sono articolate a scatti e consentono la flessione e l’estensione delle gambe.
Le caviglie sono dotate di due articolazioni: una effettua la flessione e l’estensione, l’altra la supinazione interna dei piedi, dotati quest'ultimi di ruote in plastica  funzionali sotto la loro pianta.

ACCESSORI

Gli accessori sono in plastica e molti ben realizzati e dettagliati.

VERNICIATURA

La verniciatura si presenta lucida, ben stesa e priva di difetti e sbavature.
Molto spesso è lo strato di colore blu e tutti i confini tra i colori sono rispettati e molto precisi.

CONCLUSIONI PERSONALI

I veicoli sono tutti ottimamente realizzati. La trasformazione è identica a quella vista nell’anime; in fase di trasformazione, tutte le parti e gli incastri combaciano a meraviglia.
La mobilità del modello è molto buona: considerate che è quasi in grado di fare, con gli arti inferiori, la spaccata completa.......lontani i tempi del GX 03 e 23..........

Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia.............

Le articolazioni dei gomiti sono molto antiestetiche. Quelle delle caviglie, molto spesso, "fanno i capricci" e non mantengono la posizione sotto il peso del modello; se le avessero dotate, come già detto, di scatti avrebbero fatto "cosa buona e giusta". In ultimo, avrebbero dovuto inserire un sistema di bloccaggio tra il bacino e l’addome; infatti, una volta uniti, avrebbero scongiurato del tutto il rischio di sganciamento improvviso delle due parti, in caso di sollevamento del modello dall'addome.

Sorvolando, comunque su queste "pecche", il modello resta secondo me qualitativamente sopra la media di produzione della casa nipponica e non averlo in collezione sarebbe un vero peccato.


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