GX31 V - METALROBOT

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GX31 V


ROBOT

NOME: Voltes V

ALTEZZA: 250 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica

PESO: 723 grammi

TRASFORMABILE: Si

COMPONIBILE: Si

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


VEICOLI

VOLT CRUISER: 27 grammi

VOLT BOMBER: 88 grammi

VOLT PANZER:  175 grammi

VOLT FRIGATE: 273 grammi

VOLT LANDER:  160 grammi


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica - Gomma

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: Si

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si



DESCRIZIONE


A distanza di tre anni dall’uscita del Voltes V GX 31,  Bandai propone ai collezionisti una nuova versione con la sigla GX 31V Voltes V In the box, ispirata al modello vintage degli anni 80.

La scatola è completamente nuova, ora è a forma di valigetta con tanto di maniglietta in plastica.
Nella parte frontale leggermente decentrato a sinistra è raffigurato il robot, mentre a destra sono raffigurate incolonnate una sull’altro i cinque veicoli.

Una volta aperta, al suo interno fa bella mostra di se il contenitore dei veicoli in polistirolo arricchito da una cornice di cartone di colore nero con bordature giallo. Il tutto è un forte richiamo alle confezioni vintage degli anni 80.
Qualcosa di simile Bandai lo aveva già sperimentato con la confezione del God Mars.
Sotto il contenitore in polistirolo, vi è alloggiato un secondo contenitore di plastica trasparente, in cui vi sono stipati tutti gli accessori.

Per realizzare questo nuovo Voltes V, Bandai ha riutilizzato il corpo del precedente GX 31, a cui sono state apportate delle lievissime modifiche estetiche e tecniche. Quest’ultime necessarie per la trasformazione in mezzo cingolato. Terminato l’assemblaggio che scorre via liscio grazie alla perfezione degli incastri, il modello risulta essere molto più stabile del precedente Voltes V.

Infatti, le articolazione delle anche e delle caviglie sono solidissime, e offrono una tenuta eccezionale.

TESTA

La testa si aggancia al modello grazie ad un perno calamitato che gli consente solamente di ruotare in maniera molto limitata verso destra e sinistra.

BUSTO

Il busto nasce dall’unione di tre veicoli il Volt bomber, il Volt panzer e il Volt frigate.
L’unione dei tre mezzi avviene ad incastro; una volta terminato il montaggio il busto è fisso, non è presente infatti nessun’articolazione che consenta il movimento. La V stilizzata sul petto è rimovibile e trasformabile in spada, grazie ad una lama che si chiude e si apre a fisarmonica per mezzo di cinque piccolissime cerniere. Come nel precedente Voltes la cosa è molto funzionale, ma esteticamente il modello ne risente in quanto la V non accosta in maniera perfetta al petto, creando delle antiestetiche fessure. Avrei preferito una V perfettamente accostabile, comunque rimovibile per simulare l’attacco, ma non trasformabile in spada, visto che il modello ne ha un’altra non trasformabile, molto più accattivante.

I cingoli del Volt Panzer sono montati su delle nuove staffe più lunghe delle precedenti e ora dotate di sistema telescopico, le quali sono necessarie per far assumere al modello la configurazione da mezzo cingolato.

SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono movibili grazie a due articolazioni indipendenti:

- a scatti per la flessione, l’estensione e la circonduzione del braccio

- a resistenza per il movimento laterale di abduzione e di adduzione del braccio, bisogna dire che questa articolazione è molto limitata dalla forma delle spalle.

La flessione e l’estensione del gomito sono affidate ad una nuova articolazione telescopica a resistenza. Ora il gomito permette all’avambraccio una flessione di 180° .
L’introduzione di questa nuova articolazione, è stata necessaria per permettere al modello di assumere la configurazione di mezzo cingolato (fig. 1). Come la precedente articolazione, la nuova secondo me è ancora leggermente antiestetica.
La rotazione nei due sensi del braccio sul proprio asse è garantita da un’articolazione a resistenza, montata alla base del bicipite.

Solo la copertura dell’avambraccio è telescopica, e va a coprire l’articolazione del gomito in fase di trasformazione. Le mani hanno le dita semi articolate e sono alloggiate all’interno dell’avambraccio; tramite un sistema a scorrimento telescopico possono essere estratte come nel cartone animato. Oltre alle mani integrate nel modello, che risultano leggermente sottodimensionate per ovvie esigenze di trasformazione, sono disponibili anche dei pugni accessori esteticamente più belli e proporzionati.

Figura 1


         
ARTI INFERIORI


Nelle anche ci sono tre articolazioni: la prima gestisce  la flessione e l’estensione, la seconda è dedicata al movimento di abduzione e adduzione laterale, la terza garantisce la rotazione sul proprio asse in senso orario e antiorario delle gambe.
Il ginocchio ha un’articolazione a scatti per la flessione e l’estensione.

Le caviglie sono dotate di due articolazioni, un’articolazione effettua la flessione e l’estensione, l’altra la supinazione interna dei piedi, dotati inoltre di ruote in plastica  funzionali.

Le articolazioni degli arti inferiori sono anni luce avanti al precedente Voltes, ora sono molto più solide, soprattutto quelle delle caviglie che sono in grado di sostenere il peso del modello in qualunque posizione.

ACCESSORI

Gli accessori sono in plastica e molti ben realizzati e dettagliati.

VERNICIATURA


La verniciatura si presenta lucida, ben distesa e priva di difetti e sbavature.
Molto spesso è lo strato di colore blu, tutti i confini tra i colori sono molto precisi. Su tutti i veicoli sono stati  riportati i rispettivi nomi, moltissimi i particolari verniciati che hanno aumentato il livello di dettaglio e il richiamo al vintage.
Molto belle alcune bordature e pannellature di colore bianco.

Alcuni particolari come le antenne, le caviglie e le lame del Volt Cruiser sono state cromate. I vetri delle cabine di pilotaggio sono stati  realizzati in plastica trasparente di colore giallo.

Tra gli accessori è presente anche un adesivo con su scritto il nome del modello che può essere applicato sull’addome.

CONCLUSIONI PERSONALI

La mobilità del modello è molto buona come nel precedente Voltes; ora le articolazioni, molto più solide, permettono al modello di assumere posizioni più stabili rispetto alla versione precedente.
La nuova verniciatura, più curata, con una tonalità di blu diversa e con alcuni dettagli cromati dona al modello un aspetto vintage molto accattivante.
L’articolazione del gomito, anche se nuova, resta purtroppo ancora antiestetica.

In questa nuova versione, come nella precedente, non c’è un sistema di bloccaggio tra il bacino e l’addome, per cui rimane il problema di un eventuale sganciamento improvviso se lo si solleva dall’addome.
Le nuove migliorie estetiche e funzionali, insieme al nuovo aspetto più accattivante, rendono questa versione nettamente migliore della precedente.

Se doveste scegliere quale versione acquistare, consiglio senza ombra di dubbio il GX 31 V.



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