GX03 - METALROBOT

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GX03


ROBOT

NOME: Com-battler V

ALTEZZA: 242 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica

PESO: 664 grammi

TRASFORMABILE: Si

COMPONIBILE: Si

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


VEICOLI

NOME: Battle Jet

PESO: 21 grammi

NOME: Battle Crasher

PESO: 110 grammi

NOME: Battle Tank

PESO: 166 grammi

NOME: Battle Marine

PESO: 250 grammi

NOME: Battle Craft

PESO: 117 grammi


ACCESSORI


MATERIALI: Plastica

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: Si

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si

DESCRIZIONE

Con l’uscita del GX 03, Bandai inaugura il suo primo modello componibile trasformabile: il Com-battler V.

Estratto il contenitore in polistirolo dalla scatola, il modello si presenta diviso nei cinque veicoli che lo compongono: Battle jet, Battle crasher, Battle tank, Battle marine e Battle craft. Ogni veicolo è in grado di trasformarsi in una determinata parte del robot, in modo che, unendole, formano il Com-battler V.

Tutti i veicoli sono realizzati in plastica e lega metallica, sono molto curati nei dettagli e nella verniciatura.

L’unione dei veicoli, molto fedele a quella vista nell’anime, è resa semplice dalle istruzioni e dalla precisione degli incastri.

Una volta assemblato, il Com-battler V risulta molto solido e stabile; le articolazioni delle caviglie non cedono sotto il peso del modello. Purtroppo la posabilità del modello non è eccelsa; infatti gli arti inferiori all'altezza dell'inguine sono "ingessati".

TESTA

Il Battle jet (fig. 1) è un veicolo supersonico in grado di volare; una volta trasformato, diventa il collo e la testa del robot, che é dotata di un’articolazione a resistenza che le consente di ruotare in entrambi i sensi sul proprio asse. Peccato che la rotazione non sia ampia, a causa della forma della testa stessa.

Figura 1


BUSTO

Il busto è formato dall’unione del Battle crasher (fig. 1), che si trasforma nel torace e nelle braccia del robot, e dal Battle tank (fig. 2), che diventa l’addome ed il bacino. I due veicoli si uniscono grazie ad un semplicissimo sistema ad incastro che, anche se ripetuto più volte, non compromette l’integrità della vernice.

Figura 1    Figura 2

     

SPALLE & BRACCIA (Battle crasher)

Le spalle sono mobiligrazie a due articolazioni indipendenti:

- a scatti, per la flessione, l'estensione e la circonduzione del braccio,

- a resistenza, per il movimento laterale di abduzione e di adduzione del braccio; bisogna dire che questa articolazione è assai limitata come angolo di lavoro, a causa della forma delle spalle.

La flessione e l’estensione del gomito sono affidate ad un’articolazione a resistenza, la quale poi, con un sistema telescopico a scorrimento, consente di effettuare la trasformazione delle braccia (fig. 1).

La rotazione interna ed esterna del braccio sul proprio asse è gestita da un’articolazione a resistenza montata all’altezza del bicipite. Le mani hanno le dita semi articolate e sono alloggiate all’interno dell’avambraccio; tramite un sistema di scorrimento, possono essere estratte come nel cartone animato. Oltre alle mani integrate nel modello, che risultano leggermente sottodimensionate per ovvie esigenze di trasformazione, sono disponibili dei pugni accessori.

Figura 1



ARTI INFERIORI (Battle marine fig. 1)

Le gambe prendono forma grazie alla trasformazione del Battle marine.

Nell’anca sono poste due articolazioni:

- a scatti, per la flessione e l’estensione frontale della gamba

- a resistenza, per il movimento di abduzione e adduzione laterale delle cosce.

Occorre sottolineare che queste due articolazioni sono penalizzate dal fattore trasformabilità e consentono alle gambe di abbozzare solo dei leggeri movimenti. Il ginocchio permette il movimento di flessione ed estensione della gamba, tramite un’articolazione a scatti. Purtroppo non è possibile far ruotare le gambe sul loro asse. La caviglia è dotata di un’articolazione sferica a resistenza che consente al piede di effettuare la flessione e l’estensione.

Figura 1



PIEDI (Battle craft fig. 1)

Il Battle craft è dotato di ruote di gomma funzionanti, montate su una piattaforma ammortizzata; nella parte frontale del veicolo sono installate due trivelle non funzionanti che possono essere estratte o retratte al suo interno per mezzo di due guide a scorrimento.
Una volta trasformato, il Battle craft diventa i piedi del modello; le caviglie hanno un sistema basculante a scatto che consente al Com-battler di stendersi sul suolo quando è nella configurazione Grandasher.

Figura 1




VERNICIATURA

La vernice ha una finitura lucida ed è ben distribuita: nel modello esaminato non ho trovato imperfezioni degne di nota. Anche per il GX 03, Bandai ha usato il grigio per le parti bianche viste nell’anime.

ACCESSORI


Gli accessori sono interamente in plastica, buone le rifiniture e la verniciatura.

CONCLUSIONI PERSONALI


Secondo me è un buon modello, limitato purtroppo dalla sua poca mobilità degli arti inferiori che lo rendono quasi un modello statico...... un vero peccato, perché i veicoli, che siano tenuti scomposti o uniti nel Com-battler,  fanno la loro bella figura in vetrina.


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