GROIZER X - METALROBOT

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GROIZER X


ROBOT

NOME: Groizer-X

MATERIALI: Metallo - Plastica

TRASFORMABILE: Si

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica - Metallo

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si



DESCRIZIONE

Con l’uscita di questo modello la Yamato inaugura una nuova linea: la GN-U HAGANE.
La scatola è di generose dimensioni e contiene due contenitori di plastica trasparente. Nel primo si trovano: il bacino (completo di arti inferiori), arti superiori, una coppia di mani aperte, tre carrelli di atterraggio ed il piedistallo espositivo per l’astronave. Nel secondo ci sono: l’astronave montata, due piccole ali, un missile ed una bustina con dei piccoli accessori. Una cosa molto simpatica è la possibilità di trasformare la scatola in una base con pista di decollo.
Una volta trasformata l’astronave in Groizer-X, ci si trova per le mani un modello molto alto e molto pesante con una mobilità ed una stabilità ottime.

TESTA

Le testa è dotata di un’articolazione sferica che le garantisce una sufficiente mobilità. Le due piccole corna di colore giallo sono realizzate in materiale plastico e sono leggermente flessibili. Il collo è dotato di sistema telescopico, necessario in fase di trasformazione.

BUSTO

Il busto si compone di 2 sezioni separate: torace/addome e bacino. Il primo si aggancia al secondo grazie ad un perno sul  bacino, il quale si innesta a pressione nell’addome. Questo perno funziona anche da articolazione, consentendo alle due parti di ruotare indipendentemente l’una dall’altra sul proprio asse. La parte anteriore del petto è dotata di un portello apribile che consente, in fase di trasformazione, di mandare il collo in iperestensione posteriore. Sulle scapole sono posti due cannoni con torrette girevoli. Il bacino è dotato di quattro pannelli movibili: due frontali e due laterali; in questo modo non limitano i movimenti di abduzione e di flessione delle cosce.

SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono rese movibili grazie a due articolazioni: la prima è a scatti e garantisce il movimento di estensione e di flessione; la seconda è a resistenza e permette l’abduzione laterale delle braccia. Esse sono rimovibili dal busto grazie ad un perno di forma ottagonale calamitato.
L’estensione e la flessione dei gomiti sono affidate ad un’articolazione del tipo a resistenza; gli avambracci sono in grado di ruotare sul proprio asse in entrambi i sensi. Le mani sono leggermente direzionali e rese intercambiabili grazie al classico perno a testa sferica.

GAMBE

Nell’anca sono poste due articolazioni a scatti: una per la flessione e l’estensione, l’altra per il movimento di abduzione e adduzione laterale delle cosce. Le ginocchia sono dotate di articolazioni a scatti e le gambe possono ruotare in entrambi i sensi sul proprio asse. Le articolazioni delle caviglie sono del tipo sferico a resistenza e consentono una straordinaria direzionalità dei piedi.

TRASFORMAZIONE

La conversione da robot ad astronave è molto semplice: è del tipo “attacca e stacca” e si effettua per mezzo della sostituzione di molti pezzi. Le uniche parti del robot che non devono essere cambiate sono il petto e la testa. La trasformazione non richiede più di 5 minuti e, se si segue il libretto delle istruzioni, il rischio di danni è pari a 0.  Con la conversione  è possibile decidere in quale configurazione esporlo:

- configurazione volo: montando il modello sul suo piedistallo espositivo

- configurazione al suolo: dotando il robot dei suoi carrelli di atterraggio.

ACCESSORI

Gli accessori sono interamente costruiti in materiale plastico; sono ben realizzati, ma alcune rifiniture potevano essere più curate.

VERNICIATURA

La verniciatura è molto spessa ed ha una finitura lucida. Purtroppo non è esente da imperfezioni: alcune pannellature ed alcuni dettagli, verniciati in rosso, presentano delle sbavature di colore e, sui bicipiti, sono presenti degli eccessivi accumuli di vernice.

CONCLUSIONI PERSONALI

Visto il costo del modello, sono da criticare:

-  la verniciatura: poteva e doveva essere realizzata in maniera più curata

- la pulizia dei pezzi realizzati in lega metallica: in alcuni punti si vedono in primo piano i segni  lasciati dalle lime che hanno eliminato le tracce del distacco dagli stampi.

Da elogiare invece:

- la generosa quantità di metallo, quando il modello è in versione robot; in versione astronave tale quantità scende notevolmente a causa della sostituzione di molte parti in metallo con quelle in plastica

- la mobilità generale veramente ottima

- la distribuzione dei pesi, ben studiata, che garantisce al modello
un’eccellente stabilità

- il rispetto delle proporzioni, mantenuto in entrambe le configurazioni

- le generose dimensioni del modello.
Personalmente, fatte le dovute considerazioni, mi sento di promuovere con la piena sufficienza il primo gokin di casa Yamato; visto, infatti, nell’insieme sono maggiori le qualità che i difetti.




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