GRANDE MAZINGA - METALROBOT

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GRANDE MAZINGA


ROBOT

NOME: Grande Mazinga

ALTEZZA: 254 mm

MATERIALI: Metallo - Plastica

PESO: 816 grammi

TRASFORMABILE: No

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste

FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Plastica - Gomma dura - Metallo

BASETTA ESPOSITIVA: Si

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: Si



DESCRIZIONE

Dopo essere trascorso pochissimo tempo dall’uscita del Mazinga Z 1969 arriva sul mercato il Grande Mazinga 1969. Il corpo è lo stesso dello Zeta uniche differenze: la testa, gli avambracci e alcuni particolari estetici.
La scatola è identica a quella del Mazinga Z eccezione fatta per scritte e volto stilizzati sul coperchio. All’interno del contenitore in polistirolo trova posto il Grande Mazinga circondato dai suoi accessori, il Great Booster e due litografie raffiguranti i bozzetti dei modelli.

TESTA

La testa è realizzata in materiale plastico. E’ articolata sia per la rotazione sul proprio asse in entrambe i sensi, sia per la flessione e l’estensione. E’ montata sul collo tramite un perno inserito a pressione. La bocca è dotata di una mandibola movibile e rimovibile, per poterla rimuovere è necessario sfilare i due corni laterali della testa.
Sono presenti tra gli accessori due Brian Condor, uno non trasformabile e uno trasformabile, quest’ultimo ha le ali e parte della punta ripiegabili in questo modo può essere agganciato nella testa.

BUSTO

Il busto ha due articolazioni: una è a scatti, si trova tra il bacino e l’addome, permette a quest’ultimo di flettersi in avanti o estendersi leggermente all’indietro; l’altra è a resistenza,  consente sia al bacino che all’addome, di ruotare sul proprio asse in entrambe i sensi.
Tutte le parti che compongono il torace e il bacino sono tenute insieme da incastri e colla, l’addome ha i due gusci che lo compongono tenuti insieme dalle viti, mentre le placche che lo dettagliano sono incollate.
La piastra pettorale è montata al petto per mezzo di due perni inseriti a pressione che la rendono rimovibile.
E’ possibile scegliere tra due piastre, una è realizzata in plastica rossa trasparente e lascia intravedere le parti che simulano i circuiti interni, una invece è realizzata interamente in metallo e presenta delle bellissime sfumature nere.
Dietro la schiena tra le scapole c è l’attacco del Great Booster nascosto da uno sportellino apribile.

SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono montate al modello a pressione grazie a un perno di forma esagonale, ricorda molto il sistema visto sul Mazinkaiser Aoshima.

Sono rese movibili grazie alla presenza di tre articolazioni:

A) A scatti per la flessione, l’estensione e la circonduzione delle braccia.

B) A scatti per l’abduzione e l’adduzione laterale delle braccia.

C) A resistenza per il movimento di anteposizione e retro posizione delle spalle.

Il gomito è articolato a scatti e il braccio può ruotare sul proprio asse sia in senso orario che antiorario.

Una sezione degli avambracci può essere rimossa grazie a un sistema calamitato proprio come sullo Zeta, sistema che però qui non ha molto senso visto che non possono essere sostituiti con nessun altro tipo di avambracci.
Le mani sono intercambiabili grazie ad un perno sferico ad incastro. Anche molti di questi modelli hanno presentato lo stesso inconveniente delle calamite degli avambracci già visto sui Zeta.

GAMBE

Le anche hanno due articolazioni entrambe a scatti, una per la flessione e l’estensione, l’altra per l’abduzione e l’adduzione delle gambe.
Le ginocchia sono articolate a scatti in flessione ed estensione. Sia le cosce che le gambe non possono ruotare sul proprio asse. Le caviglie permettono ai piedi la flessione interna, esterna e una leggera rotazione sul proprio asse.
I piedi sono dotati inoltre di un’articolazione a scatti che permette la flessione e l’estensione delle sola punta.

ACCESSORI

Il Great Booster ha il corpo principale riciclato dal Jet Scrander del Mazinga Z, mentre le ali hanno un nuovo disegno. Il corpo principale è realizzato in metallo e plastica mentre le ali sono realizzate interamente in plastica.
Quest’ultime sono montate al corpo centrale per mezzo di un perno che gli consente di ruotare su se stesse a scatti, in questo modo si può simulare sia il volo autonomo che combinato.
Il resto degli accessori è realizzato in plastica e metallo.

VERNICIATURA

La verniciatura è molto bella, ha una finitura lucida e i colori usati sono molto ben distribuiti e privi di imperfezioni nel modello in esame.
C è da segnalare purtroppo che molti esemplari sono usciti dalla fabbrica con evidenti difetti di stesura del colore, cosa inaccettabile visto il prezzo del modello.

CONCLUSIONI PERSONALI

Come già detto, il corpo a parte qualche dettaglio estetico è quello dello Zeta, quindi stessi pregi e stessi difetti. Viste le tonalità dei colori usati per lo Zeta e per il Grande Mazinga io li avrei preferiti invertiti.
Il vero punto negativo di entrambi i modelli sono gli accessori, non trovo assolutamente giusta questa furbissima mossa commerciale!
Per averli completi un collezionista deve per forza comprarli tutti e due, è come se Bandai mettesse il Dash Scramber del GX-02 nello 01!
Comunque pur bocciando senza appelli questa scelta commerciale, i modelli sono promossi entrambi a pieni voti! Ovviamente vanno acquistati solo se amate questo genere di rivisitazione dei vostri eroi di metallo, non certo per altri motivi soprattutto se legati esclusivamente alla speranza che aumentino di valore nel tempo come è accaduto per il Getter Black Ryoma.


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