GOLDRAKE - METALROBOT

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GOLDRAKE


ROBOT

NOME: Goldrake

MATERIALI: Metallo

TRASFORMABILE: No

COMPONIBILE: No

ARTICOLAZIONI: Miste
 
FINITURA: Lucida


ACCESSORI

MATERIALI: Metallo

BASETTA ESPOSITIVA E PORTA ACCESSORI: No

PORTA ACCESSORI: No

LIBRETTO ILLUSTRATIVO: No


DESCRIZIONE

Dopo l’uscita dei due Mazinga, nel 2006 arriva…. Goldrake!

Con questa uscita credo che sia stato creato un bel trio per gli appassionati dei robot Nagaiani.      

La scatola è in linea con le dimensioni di quella del Grande Mazinga (quindi enorme) e l’imballaggio è sempre lo stesso: due gusci in polistirolo che contengono al loro interno il modello. All’esterno del guscio frontale in polistirolo è alloggiato un modellino di Goldrake con colorazione Black (dato come bonus), che  fa parte della serie Fierce Legend of Super Robot Minimetal. Si tratta di modellini realizzati completamente in metallo tra il 1998 ed il 2002, alti circa 10 cm; l’intera serie è ispirata esclusivamente ai robot del maestro Nagai.

Rimosso dalla sua confezione e liberato dal cellophane che lo avvolge, si presenta in tutta la sua bellezza il Daigokin di Goldrake; purtroppo salta subito all’occhio, secondo me, un rapporto tra le proporzioni generali non proprio perfetto!

Le cosce sembrano un po’ corte e le braccia un po’ troppo lunghe rispetto al busto; questa mancanza di equilibrio tra le dimensioni degli arti regala al modello un aspetto leggermente “gorillesco”, che non mi convince al 100%,  a differenza dei suoi due predecessori.




TESTA

Per la prima volta la testa di un Daigokin è dotata di due articolazioni: una per la flessione e l’estensione, una per la rotazione in senso orario ed antiorario sul proprio asse.
E’ completamente realizzata in metallo. Anche se la cosa sembrava  impossibile, è ancora più bella delle teste dei due Mazinga.


BUSTO

Il busto è realizzato totalmente in metallo e non è dotato di nessun tipo di articolazione o snodo.


SPALLE & BRACCIA

Le spalle sono dotate di due articolazioni a scatti: una per la flessione, l’estensione e la circonduzione, l’altra per l’abduzione e l’adduzione delle braccia; l’angolo di lavoro offerto da questa seconda articolazione è di pochissimi gradi.

E’ appena accennato anche l’angolo di lavoro dalle articolazioni dei gomiti per la flessione e l’estensione degli avambracci.
Le braccia e le mani possono ruotare sul proprio asse in entrambi i sensi.


ARTI INFERIORI

Le cosce, le gambe e le caviglie non possono effettuare nessun altro tipo di movimento, se non la rotazione sul proprio asse sia in senso orario che antiorario.
Questo permette solo di regolare il modello perpendicolarmente sul proprio piano di appoggio.


VERNICIATURA

La verniciatura è veramente ben realizzata: ha una finitura lucida molto brillante, i colori sono ben distribuiti e tutte le linee di confine tra essi sono perfettamente rispettate. Molto al di sopra della media la verniciatura dei dettagli del volto.


CONCLUSIONI PERSONALI

Molto bello, ma non strepitoso. Secondo me c’è stato un errore nella valutazione delle proporzioni… e non è cosa da poco, vista la disarmante semplicità costruttiva del modello e l’elevato costo.
Il punto di forza di questi modelli è esclusivamente nelle proporzioni e nell’estetica che, se vengono a mancare, vuol dire che non ha funzionato qualcosa nella fase di progettazione e, trattandosi di oggetti dal costo 500/600 euro cadauno, è una cosa che non dovrebbe accadere. Non fraintendetemi, il modello non è ripugnante alla vista, anzi tutt’altro, ma confrontato con i Mazinga  è, secondo me, quello meno proporzionato. Proporzioni a parte, il trio al completo è una vera gioia per gli occhi, difficilmente superabile da altri modelli. Se siete intenzionati ad acquistarlo, posso consigliarvi, quasi ad occhi chiusi, lo Zeta ed il Grande Mazinga, mentre vi suggerisco, qualora fosse possibile, di vedere di persona il Goldrake, solo per rendersi conto realmente delle proporzioni; se poi non fosse possibile, state comunque tranquilli, è un modello che non può assolutamente deludere.


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