COMPRESSORI - METALROBOT

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COMPRESSORI


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Per permettere all’aero-penna di lavorare in maniera efficiente, dobbiamo garantirle quattro punti fondamentali:

a) un adeguato afflusso d’aria
 
b) la pulizia del getto d’aria

c) la possibilità di regolare la pressione dell’aria

d) la durata di utilizzo.

A non rispondere a questi requisiti, sono le bombolette d’ aria compressa, da scartare a priori, secondo me, per i seguenti motivi:

- crollo improvviso delle prestazioni  

- irregolarità del flusso di aria

- poca durata

- formazione di condensa

- prezzo.

Il mezzo più efficace per ottenere i quattro punti fondamentali è il compressore d’aria. Acquistando un aerografo, ci si preoccupa di documentarsi sulle caratteristiche tecniche e qualitative dei vari modelli; si dovrà fare la stessa cosa anche per il compressore.

Esistono due grandi famiglie di compressori:

A) COMPRESSORI A IMPULSI

Conosciuti anche con il nome di compressori a diaframma, hanno diversi difetti:

- nel 90% dei casi non sono dotati di serbatoio

- generano un flusso d’aria che, per quanto possa essere continuo, non è comunque omogeneo, a causa dell’irregolarità delle pulsazioni che lo generano; è possibile, comunque, rendere più omogeneo il flusso dell’aria con l’introduzione di un serbatoio esterno, installato tra l’uscita del compressore ed il tubo dell’aero-penna

- non sono dotati di filtro anticondensa, per questo bisogna dotarli di  filtro trappola. Questo accessorio intrappola la condensa, che tende a formarsi, e garantisce un afflusso di sola aria; va installato tra l’uscita dell’aria e l’aero-penna

- sono molto rumorosi e, molto spesso, hanno degli attacchi con misure strane e non adatte ai nostri scopi

- tendono a surriscaldarsi facilmente

A loro favore ci sono i seguenti pregi:

- basso costo

- dimensioni molto ridotte.

B) COMPRESSORI A PISTONE/I CON SERBATOIO

Sono sicuramente la soluzione definitiva per noi modellisti.

Il loro pregi principali sono:

- continuità e regolarità dell’afflusso dell’aria, grazie al serbatoio di cui sono dotati, il quale permette di avere a disposizione una riserva di aria per effettuare dei piccoli ritocchi, anche senza riavviare il compressore

- filtro anticondensa, quasi sempre integrato

- regolatore di pressione

- dispositivo di protezione contro il surriscaldamento del motore.

All’interno di questo gruppo bisogna distinguere comunque due tipi di famiglie di compressori a pistone:

a)   quelli nati per il fai da te che, oltre ad avere i pregi sopra elencati,  hanno a favore anche il prezzo molto abbordabile. Contro, invece:

- le dimensioni; sono infatti molto ingombranti

- il motore a pistone/i che, essendo raffreddato ad olio, ha bisogno della circolazione continua dell’olio, che lo rende molto rumoroso, anche se, negli ultimi tempi, stanno uscendo quelli raffreddati anche ad aria che risultano essere leggermente più silenziosi.



b) quelli nati per l’uso modellistico, artistico, grafico etc. Oltre ad  avere i già menzionati pregi hanno anche:

-  il motore a bagno d’olio (utilizzato per i frigoriferi, i climatizzatori, etc.) che li rende silenziosissimi; infatti  è possibile usarli anche in piena notte

- la robustezza e la durata nel tempo

- le dimensioni ridotte

- la completezza degli accessori (filtri, raccordi, etc.)

- la manutenzione: ridotta ad un rabbocco di olio ogni tanto

Contro, invece:

- il prezzo: sono compressori che partono da un minimo di 200 euro



Quest’ultimo tipo di compressori, pur avendo un prezzo che può spaventare, a lungo termine, sono la scelta migliore che un modellista possa fare.


              

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